Far East Film Festival 2024, la recensione di Confetti

di Valeria Morini

In Giappone è chiamato seishun eiga il cinema che affronta temi adolescenziali. Ne è un esempio Confetti, opera prima del regista Fujita Naoya, che l’ha presentato commosso al Far East Film Festival numero 26. Opera di rara delicatezza, ruota intorno a Yuki, ragazzino appena trasferitosi in una scuola di Tokyo. Non è la prima volta che cambia casa: il piccolo si sposta in continuazione con il padre e la sua compagnia di taishu engeki, forma di teatro popolare nipponico.

“Non ho bisogno di amici” dice il ragazzo al professore, preoccupato del suo inserimento nella classe. Yuki non sembra darci peso: tanto nell’arco di un mese cambierà di nuovo città. Stavolta però qualcosa di nuovo rompe la sua routine scolastica di studente mediocre che aspetta solo di finire le medie per darsi alla recitazione come tutta la sua famiglia allargata. Yuki diventa amico di Maya e soprattutto di Ken, primo della classe che ha smesso di andare a scuola per noia e, incidentalmente, ha una vera e propria adorazione per Asaka, ventenne che ha lasciato la carriera di pop idol (mondo di cui il film denuncia i lati negativi e le condizioni di sfruttamento) e ha iniziato a recitare nella compagnia del padre di Yuki.

Confetti (il titolo indica i coriandoli che piovono sugli attori a fine spettacolo) è un piccolo film di grande cuore che, affidandosi alle buone performance dei giovanissimi protagonisti, racconta i primi turbamenti e la bellezza dell’amicizia in tutta la sua innocenza e genuinità, anche quando è destinata a durare solo poche settimane.

Questa tenera esplorazione delle psicologie preadolescenziali è però anche un grande omaggio al taishu engeki, forma di intrattenimento popolare che abbina pièce teatrali a spettacoli di danza, il tutto in abiti tradizionali e comprendente anche attori specializzati in parti femminili (gli onnagata). Nel film questa tradizione si contamina con l’uso di canzoni moderne di J-pop, a fondere le due espressioni artistiche che incorniciano Confetti come un coming of age deliziosamente vocato alla musica.

Voto: 2,5/4