FLORENCE di Stephen Frears (2016)

 

New York 1944, la facoltosa Florence Foster Jenkins (Meryl Streep) intrattiene l’èlite cittadina con performance canore, accompagnata al piano da Cosmè McMoon (Simon Helberg). C’è un unico problema: quando canta, la sua voce è straordinariamente ridicola e stonata, ma lei non lo sa. Protetta dal marito (bigamo), l’inglese St.Clair Bayfield (Hugh Grant), che organizza serate con pubblico amico, Florence non scoprirà mai questa sua difficoltà. Ma cosa succede quando deciderà di esibirsi in pubblico alla prestigiosa Carnegie Hall con 3000 invitati non controllati? Il regista Stephen Frears dopo il film su Lance Armstrong, The Program (2015), racconta sensibilmente un’altra autorevole biografia, questa volta della cantante d’Opera più stonata della storia.

Ottima la scelta degli attori, infatti i personaggi in scena sono tutti ridicoli, commoventi e grotteschi allo stesso tempo, ma funzionano perfettamente grazie alla bravura degli interpreti. A Meryl Streep, eccellente cantante, è stato chiesto di diventare bravissima nell’arte di stonare, a Hugh Grant è stato chiesto di ritornare sugli schermi per interpretare il marito devoto e manager di Florence, infine a Simon Helberg, buon pianista, è stato chiesto di accompagnare al pianoforte le scene con le performance canore, che, stando alle sue parole, si sono rivelate un complesso gioco di equilibrismo tra la recitazione e il lavoro al piano. Strepitosa la collaborazione tra lo scenografo Alan Macdonald e la costumista Consolata Boyle, che sono riusciti a far immergere lo spettatore nella New York degli anni ’40 e nella vita della Foster Jenkins, attraverso la ricostruzione di interni eccentrici e la creazione di abiti, ispirati agli originali, stravaganti ma allo stesso tempo delicati, proprio come l’animo di Florence.

Frears sottolinea come in tempi bui come quelli della Seconda Guerra Mondiale, perfino una persona senza talento riesce a essere utile agli altri, a condizione che faccia le cose con passione e perseveranza. Per questo motivo il film è un inno all’amore per la musica e invita tutti a inseguire i propri sogni nonostante le difficoltà; casca a pennello la famosa frase che Florence, malata da anni di sifilide, pronuncerà sul letto di morte e che racchiude tutto il senso della sua vita: “La gente può dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato”. In corsa per le nomination agli Oscar 2017 sia Meryl Streep come attrice protagonista, che Hugh Grant come attore non protagonista; inoltre, anche Consolata Boyle potrebbe ritagliarsi un suo spazio nelle nomination per i migliori costumi.

                                                                                                                                                                                          Voto: 2,5/4