FRANKENSTEIN JUNIOR di Mel Brooks (1974)

locandina-frankenstein-jrDomenica 05/01/14, ore 21.10, MTV

 

“Si – può – FARE!”

“Se la scienza ci insegna qualcosa, ci insegna ad accettare i nostri fallimenti, come i nostri successi, con calma, dignità e classe. … FIGLIO DI PUTTANA BASTARDO, te la farò pagare! Perché mi hai fatto questo? Perché mi hai fatto questo?!?”

 

Una delle parodie horror migliori di sempre (insieme a Per favore… non mordermi sul collo di Roman Polanski) firmata dal genio demenziale di Mel Brooks, ancora lontano dalle mestizie imbarazzanti di Dracula: morto e contento. Il nipote del barone Viktor von Frankenstein (“Si pronuncia FrankenstIN!”), Frederick (Gene Wilder), eredita il castello di famiglia e si reca in Transilvania. Buon sangue non mente: insieme al gobbo Igor (Marty Feldman) e alla fascinosa assistente Inga (Teri Garr), ricostruirà interamente un uomo usando pezzi di cadaveri. Rocamboleschi imprevisti sono in agguato. I clichés funzionali al genere sono sistematicamente demoliti o rovesciati di senso, in un meccanismo che Brooks conosce e sa far funzionare bene (basti pensare a Mezzogiorno e mezzo di fuoco). Memorabili i giochi linguistici (“Lupo ululà?”; “Là”; “Cosa?”; “Lupo ululà e castello ululì!”; “Ma come diavolo parli?”; e ancora: “In altre parole le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi”; “Esatto!”; “Allora avrebbe un enorme schwanzstucker [un gioco di parole yiddish da Schwanz, “coda”, che è anche il termine gergale tedesco per pene, e Stück, “pezzo”]!”; “Diventerà molto popolare”) e scene da antologia (l’esibizione della creatura sul palcoscenico). Gene Hackman, non accreditato, è il cieco. Candidato a due premi Oscar (miglior sceneggiatura non originale, sonoro).

Irresistibile.