GLI ABBRACCI SPEZZATI di Pedro Almodóvar (2009)

gli abbracci spezzatiLunedì 7/10/13, ore 21.00, IRIS

 

Presentato in concorso al 62º Festival di Cannes, Gli abbracci spezzati è il diciassettesimo lungometraggio dell’ex enfant terrible di Calzada de Calatrava che, ormai da tempo, ha abbandonato gli eccessi kitsch e lisergici della Movida madrileña per dedicarsi ad un cinema più classico.

Melodramma metacinematografico e commedia grottesca con incursioni nel noir, Gli abbracci spezzati si inserisce nel solco del cinema geometrico e stilisticamente rigoroso che Almodóvar ha percorso negli anni 2000, a partire da Tutto su mia madre (1999). Fatalità, gelosia, tradimento, abuso di potere e senso di colpa sono i temi che mette in luce narrando la vicenda di Mateo Blanco (Lluís Homar), ex regista divenuto scrittore con lo pseudonimo di Harry Caine che in una tragica fatalità ha perso la vista e la donna della sua vita (Penélope Cruz), che racconta la sua storia d’amore a Diego, dattilografo e guida per ciechi. I segreti del passato riaffiorano. Abbandonando la componente più folkloristica del suo cinema, ciò che ha perso in trasgressione e ruspante anarchia Almodóvar l’ha guadagnato in profondità di riflessione sui nodi cruciali della sua poetica. Film della maturità dal ritmo disteso, Gli abbracci spezzati mette in scena i dolori e le delusioni della vita combattuti attraverso la forza del desiderio. Il tema del doppio diventa principio strutturale di un film in cui duplicazioni e sdoppiamenti, tipici delle opere del cineasta iberico, compongono un intreccio ad incastro così calcolato da risultare troppo artificioso. Rimane, in ogni caso, un tassello prezioso che va ad arricchire la filmografia del cineasta iberico.

Affascinante.{jcomments on}