GLI INCREDIBILI 2 di Brad Bird – La recensione

Gli incredibili 2 - Film (2018) - MYmovies.it

Da tempo la Pixar ha sfatato il luogo comune secondo cui il sequel non solo non mai al livello del film precedente, ma addirittura ne risulterebbe una copia scadente. Non è accaduto con Toy Story – il cui terzo capitolo è entrato nei cuori e nelle lacrime di ogni spettatore – non è accaduto con Monsters & Co. (benché, per essere precisi, Monsters University fosse un prequel) e anche Alla ricerca di Dory si è rivelato un buon progetto. Gli Incredibili 2, che Brad Bird porta nelle sale 13 anni dopo aver regalato il primo film, resta in scia: non solo non delude, ma convince, decisamente.

Con una partenza che sembra ricordare lo spunto di X-Men 2, in un mondo in cui i supereroi sono considerati fuorilegge, la famiglia Parr è costretta a nascondere i superpoteri, anche se spesso non è facile trattenersi. Quando Helen parte per una missione volta a riabilitare l’immagine dei supereroi (cercare di catturare l’Ipnotista), toccherà a Bob prendersi cura della famiglia: di una figlia adolescente, di un figlio agli albori della preadolescenza e di un neonato che sta scoprendo ora i suoi poteri.

Ed eccolo il primo spunto, con la missione da supereroe di Helen utile come metafora di una donna forte e al lavoro, aiutata da un marito, Bob, che in sua assenza deve occuparsi della famiglia, della quotidianità dei suoi figli, in un ribaltamento di quella che è la prospettiva classica e che prosegue il discorso di emancipazione della donna di cui sia Disney che Pixar si sono fatte portavoce ormai da molti anni. Brad Bird gestisce uno script convincente e solido con la consueta maestria, muovendosi in modo convincente tra commedia, action movie, super hero e spy, che con la loro fusione e interscambiabilità ottimizzano il ritmo narrativo e quindi la buona riuscita del film. Come di consueto, inoltre, è un’opera che offre letture a più livelli per una fruizione diversificata, e allora l’Ipnotista può essere solo un villain convincente oppure fornire una riflessione su come l’umanità si approcci alla tecnologia e all’universo visivo come rifugio e comfort zone per fuggire da una realtà troppo rischiosa per poterla/volerla affrontare. Dovrebbe stupire, ma è Pixar, e quindi tutto si inserisce perfettamente in quel bellissimo percorso iniziato nel 1995 e che da allora sta proseguendo (quasi) senza intoppi. D’altra parte, Brad Bird è una certezza, e anche in questo caso riesce a dar vita ad un film divertente, fondato su un intreccio mai banale e per questo vincente: Jack Jack è esilarante nella scoperta dei suoi superpoteri, ma anche le altre tematiche realtive ai figli (adolescenza e preadolescenza, con tutto quel che ne consegue) sono trattate con delicatezza e senza mai risultare stucchevoli.

Ha poco senso, dunque, pensare se ci si trovi allo stesso livello del film precedente: è un film di supereroi, quindi ci si trova semplicemente di fronte ad un nuovo capitolo, ad un nuova avventura. Decisamente convincente, e questo basta.

Voto: 3/4

 

Lorenzo Bianchi