HANSEL & GRETEL-CACCIATORI DI STREGHE di Tommy Wirkola (2013)

Da qualche anno nel mondo di Hollywood si è sviluppata la curiosa tendenza di riproporre in chiave “action”, o semplicemente contemporanea, alcune fiabe che più classiche non si può.

Tra gli altri, è toccato ai fratelli Grimm (I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Terry Gilliam), a Cappuccetto Rosso (Cappuccetto rosso sangue di Catherine Hardwicke) e perfino a Biancaneve (ben due titoli usciti nel 2012: la più ironica e zuccherosa Biancaneve di Tarsem Singh e quella più dark di Rupert Sanders, Biancaneve e il cacciatore).

In tutti i casi i risultati ai botteghini sono stati discreti (mai eccelsi, bisogna dirlo) ma la qualità artistica ha sempre lasciato molto a desiderare.

Se già una storia complessa, ricca di sfumature e potenzialità narrative di vario genere, come quella di Biancaneve non ha portato, rivisitandola, a chissà quali esiti, cosa sarebbe potuto succedere se una simile operazione fosse stata dedicata ad Hansel & Gretel? Una fiaba meno articolata delle precedenti, che si esaurisce in un piccolo spazio e con pochi personaggi, a cui manca oltretutto un riferimento cinematografico degno di tale nome.

L’inquietante risposta è Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe, opera quarta del norvegese Tommy Wirkola, noto soprattutto per il suo horror grottesco Dead Snow del 2009, di cui è previsto un sequel.

La favola dei Grimm si esaurisce, e non potrebbe essere altrimenti, in un incipit in cui i due piccoli fratellini, abbandonati nel bosco dal padre, trovano la casa di Marzapane e la strega cattiva che uccideranno in modi piuttosto anticonvenzionali.

La storia però prosegue: Hansel e Gretel sono cresciuti e sono diventati degli stimati cacciatori di streghe, grazie a un misterioso potere che li rende immuni da incantesimi e maledizioni.

Un giorno il sindaco della città di Augusta li convocherà per liberare le vicinanze da una congrega di fattucchiere, comandate dalla malvagia Muriel, decisa a sacrificare i bambini dei dintorni a un importante raduno di streghe.

Ridondante, se non estenuante, nel suo andamento narrativo, Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe è un film che non diverte e non intrattiene, provoca soltanto infiniti sbadigli e continui dubbi sulle motivazioni che hanno portato a realizzare un’operazione di questo tipo.

Se gli effetti speciali sono di pessima fattura (eppure 50 milioni di dollari di budget non sono così pochi), ancora più pacchiani sono i trucchi delle tante streghe in scena, che vanno ben oltre la soglia del pecoreccio.

Nel cast: Jeremy Renner (Hansel) è al suo peggio, Gemma Arterton (Gretel) appare piuttosto spaesata e si salva soltanto Famke Janssen nei panni di Muriel.

Nonostante non abbia certamente fatto faville ai botteghini americani (55 milioni d’incasso), si inizia a parlare di un possibile sequel… e le domande, insieme a risposte che rischiano di essere sempre più inquietanti, continuano.

 

Voto: 1/4