HARMONY LESSONS di Emir Baigazin (2013)

harmony lessons scenaTra gli esordi interessanti di questa 63° Berlinale c’è il notevole Harmony Lessons del kazako Emir Baigazin.

Il tredicenne Aslan, durante una visita medica, subisce una pesante umiliazione davanti ai suoi compagni di classe: l’episodio di bullismo scatena nell’adolescente i suoi latenti disturbi della personalità, spingendolo a ricercare ossessivamente la vendetta e il riscatto. Cosa che lo porterà a distruggere gradualmente la propria vita.

Ambientato in un villaggio del Kazhakistan, dove Aslan vive con la nonna, Harmony Lessons si avvale di uno stile freddo, quasi asettico, coadiuvato dall’uso del digitale, per rappresentare sia il dramma personale di un adolescente che il quadro di un sistema carcerario crudele e violento.

Il regista prende posizione contro la brutalità dei rapporti tra giovanissimi, in cui spesso prevale la legge del più forte, e dove i più deboli sono destinati a soccombere alle minacce e ai ricatti degli altri.

Non mancano sequenze a forte impatto visivo, come le scene simboliche tratte dal regno animale e, anche se l’andamento narrativo non eccelle per l’originalità, l’opera nel complesso può dirsi riuscita, grazie anche alla buona performance collettiva di un cast composto da giovanissimi non professionisti.

Harmony Lessons è nella rosa dei film concorrenti e, nel frattempo, si avvicina sempre di più il momento di sapere chi vincerà l’ambito Orso d’oro.

 

Voto: 2,5/4

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