I AM NOT YOUR NEGRO di Raoul Peck (2016)

 

 

È un oggetto curioso e interessante I Am Not Your Negro, candidato agli Oscar come miglior documentario, passato alla Berlinale 2017 e in anteprima italiana al Festival del Cinema Africano, d’Asia e d’America Latina prima dello sbarco nelle nostre sale. Interessante non tanto per la sua forma stilistica (si tratta di un documentario molto semplice visivamente, dalle tinte più che televisive e che non si fa alcuno scrupolo a utilizzare la retorica), quanto piuttosto per la sua componente contenutistica. Raoul Peck non vuole infatti firmare un film di denuncia o una ricostruzione cronachistica, quanto sostenere una tesi risalente a circa tre decadi fa elaborata dallo scrittore statunitense James Baldwin.

La questione razziale non è analizzata (solo) da un punto di vista informativo, quanto piuttosto da un sotto testo culturale che intreccia cinema, musica, televisione e letteratura. Attraverso questa chiave di lettura, il documentario riesce ad avvolgere lo spettatore con sensazioni e associazioni molto efficaci e originali. Se, unitamente al tutto, Peck avesse anche avuto il coraggio di avventurarsi in un linguaggio filmico meno banale ed elementare, allora saremmo davanti davvero a qualcosa di grande. 

Voto: 2,5/4