IL MATRIMONIO CHE VORREI di David Frankel (2012)

 

 

Il-matrimonio-che-vorrei-locandinaIl cinema, da sempre, si occupa d’amore, in tutte le sue sfaccettature: innamoramento, passione, sesso, tradimento, matrimonio, divorzio, crisi… tutto. Sempre visto da un punto di vista prettamente giovanile, ma mai, o comunque raramente, dalla prospettiva di chi, il matrimonio lo vive da parecchi anni. È invece questo il caso di Kay (Maryl Streep) e Arold (Tommy Lee Jones), una coppia sposata da 31 anni, in crisi profonda, che sembra essere unita solo dal tetto di casa: parlano pochissimo, dormono in stanze separate e nemmeno condividono i pasti. Kay, stanca e preoccupata, decide di trascinare Arold da un terapeuta di coppia (Steve Carell), per provare a ravvivare il loro matrimonio in una settimana di terapia intensiva. Le sorprese, per i due, non mancheranno di certo.

 

Una commedia brillante, semplice, deliziosa. Come non ne si vedeva da anni, e succede proprio a pochi mesi dalla scomparsa di una delle migliori autrici in questo campo: Nora Ephron, che assieme a Bob Reiner ha dato vita ad autentici capolavori del genere. Si respira molto del loro stile in Il matrimonio che vorrei, di David Frankel, regista di Il Diavolo veste Prada, in quanto alla grande abilità e compatibilità dei protagonisti, si unisce una sceneggiatura capace di alternare dramma e risate, di essere lineare, fluida e piacevole, dote rara nelle commedie degli ultimi anni, sempre alla ricerca della risata grassa e facile. La forza della pellicola, comunque, sono senza dubbio i tre protagonisti, senza contare il fatto che – e questa sì che è una notizia – Maryl Streep non ruba la scena agli altri due: non perché sottotono, quanto perché il livello generale è comunque buono. Infatti, se la Streep regala una prova degna della sua nomea, tra dramma e gioia pura, Tommy Lee Jones non è da meno: il burbero Arold dal cuore tenero è infatti un personaggio che, grazie al suo interprete, riesce a divenire a tutto tondo, sviando il rischio dell’appiattimento e della maschera. Dal canto suo, è notevole anche Steve Carell, lo psicoterapeuta dalla voce flautata e dal temperamento british, capace di metter in imbarazzo i suoi pazienti, con richieste che il pubblico non potrà che apprezzare con una sonora risata. I tre si intendono alla perfezione, dando vita a sequenze comiche, in cui anche il lato più piccante diviene fonte di genuina risata, senza alcuna fastidiosa forzatura. Non si sta certo gridando al capolavoro, ma senza dubbio è giusto tessere le lodi di una buona commedia, con cui è possibile passare 100 minuti di svago…anche se non si è una coppia in crisi con alle spalle 31 anni di matrimonio.

 

  

 

Voto: 2,5/4

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