IMOGENE di Robert Pulcini e Shari Springer Berman (2012)

Robert Pulcini e Shari Springer Berman ritornano al Torino Film Festival con il loro ultimo film Imogene, dopo aver presentato nel 2003 American Splendor.

Kristen Carol Wiig, dopo il successo di Bridesmaids e Friends With Kids, questa volta vestirà i panni di una sensibile commediografa, Imogene, che decide di inscenare un suicidio per attirare l’attenzione dell’ex fidanzato. Ma il tentativo fallisce e viene messa sotto custodia dalla madre esuberante e un po’ adolescenziale, Zelda, interpretata da Annette Benning. Lasciata la grande mela e gli “amici” tornerà alla vita provinciale nella casa di famiglia nel Jersey Shore.

Il film è legato ai soggetti delle commedie del cinema americano degli ultimi anni e cade di conseguenza nei clichè e negli stereotipi del genere, lasciando la sensazione di un fastidioso déjà vu.

La sceneggiatura (scritta da Michelle Morgan) debole e dal ritmo altalenante rende il film poco coinvolgente: sono pochi i momenti frizzanti della pellicola e, per quanto ci sia qualche buona prova attoriale, questo non basta, perché tutta la struttura narrativa è interamente tagliata sul personaggio principale di Imogene che viene sviluppato in maniera superficiale e senza nessuno sbocco narrativo originale, influenzando negativamente tutto il resto del film, a cui si aggiunge una regia piatta e senza guizzi creativi.

Ma il vero grande colpo di grazia al film lo dà il classico happy ending americano in cui la protagonista magicamente raggiunge il successo, la felicità amorosa e il ricongiungimento familiare, riducendolo quasi ai livelli infimi e patetici di commedie tutte al femminile, modello Sex and the city per intenderci.    

 Voto 1,5/4