JACK REACHER di Christopher McQuarrie (2012)

Jack Reacher (2012) di Christopher McQuarrie - Recensione | Quinlan.it Il poliedrico Carmelo Bene una volta disse “Il comico è spesso involontario, specialmente quando si sposa con il sublime”. È raro trovare nella storia del cinema un’opera involontariamente esilarante e sgangheratamente sublime come Jack Reacher: la prova decisiva. Il film è diretto da Christopher McQuarrie e interpretato da Tom Cruise, Richard Jenkins, Rosamund Pike, Werner Herzog, Robert Duvall e David Oyelowo. La sceneggiatura, dello stesso McQuarrie, è ispirata alla famosa serie di libri firmati Lee Child.

Un cecchino uccide inspiegabilmente cinque persone nel centro di Pittsburgh. Gli investigatori Rodin (Richard Jenkins) ed Emerson (David Oyelowo) risalgono grazie ai molti indizi all’ex soldato Barr (Joseph Sikora). L’accusato durante l’interrogatorio pronuncia solo un nome: “Jack Reacher”. Reacher (Tom Cruise) è un ex commilitone dell’indiziato dotato di capacità investigative uniche. Assieme all’avvocato Helen (Rosamund Pike), il protagonista si lancerà alla ricerca del vero killer, imbattendosi però in un’organizzazione criminale complessa e radicata guidata dal temibile The Zac (Werner Herzog).

 Cruise produce un film d’azione che non bada ai dettagli e cerca di catturare lo spettatore attraverso il ritmo degli inseguimenti, delle scazzottate e delle sparatorie. Non si sentiva la mancanza del Tom Cruise di Innocenti bugie e Mission: Impossible, ma purtroppo la carriera del cinquantenne adepto di Scientology è lontana anni luce dalle collaborazioni con Kubrick e Mann. Il super uomo che non vuole controfigure e che sconfigge da solo i cattivi di turno è un ruolo che non ha mai giovato a nessuno. Semmai è sentore di declino irreversibile (Liam Neeson docet).

 Anche tutto il resto del cast sembra spiazzato dall’eccessiva gigioneria del buon Tom e soprattutto dalle voragini della sceneggiatura. Rosamund Pike e David Oyelowo sono a tratti imbarazzanti a causa della totale incapacità di gestire la mimica facciale, mentre Herzog e Duvall sono il vero punto forte del progetto: nessuno come loro ha capito che si trattava di un’occasione imperdibile per cazzeggiare, soprattutto se hai più di settant’anni e sei considerato un maestro nel tuo campo. Duvall cecchino anziano colto da colpo di sonno e Herzog spietato siberiano con poche dita e l’occhio di vetro sono due ruoli che diventano cult.

 I fan dei romanzi di Child resteranno delusi: in tutte le sue opere la storia comprendeva una stupefacente quantità di dettagli, di intrecci tra FBI, esercito e polizia e di un’impareggiabile conoscenza degli Stati Uniti. Nulla di tutto questo è trasposto. L’eroe iconico lascia spazio all’indomabile casinista che tutto può grazie all’inettitudine degli avversari.

 

Voto: 1/4