LA MADRE di Andres Muschietti (2013)

Guillermo Del Toro torna a far danni. Dopo The Orphanagee Non aver paura del buio, incassi sicuri dagli esiti artistici oltremodo discutibili, il regista messicano dalla fantasia visionaria continua a lavorare come produttore di horror dal sapore di favola nera.
Stavolta il prescelto è l’esordiente Andres Muschietti, che ha conquistato Del Toro con il cortometraggio Mamà, di un paio di minuti appena, storia di due sorelline alle prese con un minaccioso spettro femminile: a partire da questa intuizione, è stata realizzata la versione lungometraggio, con protagonista Jessica Chastain.

Innestato su una serie di risaputi clichè del cinema orrorifico (dal “cabin in the woods” alle bambine inquiete e inquietanti, dallo spettro freudianamente alla ricerca del figlio perduto allo psichiatra illuminato la cui parabola è segnata già dall’entrata in scena), La madre parte abbastanza bene, va a razzolare per un buon tratto nel terreno del sobbalzone e finisce in una confusione più fantasy che horror, dal messaggio piuttosto fumoso.

Da un inizio quasi in stile Shining (il padre impazzito con intenti omicidi), si sviluppa una parte centrale che sembra uscita dalla gloriosa stagione giapponese dei Duemila, alla The Grudge per intenderci, con tanto di spettro pendulo e capelluto che si sposta a scatti velocizzati, materie viscide che sgorgano dai muri e voci mormoranti nelle stanze di una casa, ovviamente enorme.

Il tutto sfocia in un finale goffo, che ricorda vagamente una curiosa favoletta gotica anni Ottanta, Lady in White (in Italia uscito con il titolo Scarlatti), anche per gli effetti speciali assai naif.

La Chastain, nell’inedita veste della rockettara Annabelle, è brava come al solito, ma non può reggere da sola gli sfilacciamenti di un prodotto indeciso sulla direzione da prendere, non del tutto privo di spunti ma alla fine poco riuscito. L’intuizione, felice per un cortometraggio, non tiene la lunghezza e gradualmente si sfalda, perdendosi in un mare magnum di già visto, pasticciato e un po’ caciarone.

Come spesso accade per gli horror contemporanei, La madre resta un film per fanatici del genere, che rischia di deludere, specie a fronte delle aspettative create da un furbo trailer.

Voto: 2/4