LA NOTTE DEL GIUDIZIO: ELECTION YEAR di James DeMonaco (2016)
Non poteva che essere il 2016. Dopo il primo La Notte del Giudizio nel 2013 e La Notte del Giudizio: Anarchia nel 2014, James DeMonaco torna con La Notte del Giudizio: Election Year. 2016, l’anno delle elezioni, appunto. Che sia voluto o no – e nonostante le dichiarazioni del regista credo proprio di sì – non si può non rimanere raggelati ritrovando nell’universo distopico rappresentato rimandi non troppo distanti dalla realtà in cui ci troviamo e in cui rischiamo di sprofondare.
La narrazione parte, come le volte precedenti, qualche ora prima dell’inizio della Notte del Giudizio, la notte in cui qualsiasi crimine può essere commesso legalmente. I protagonisti stavolta sono la senatrice Roan, agguerrita sostenitrice della necessità di abolire le dodici ore annuali di sfogo collettivo e dura critica delle politiche di chi, invece, questa tradizione vuole conservarla, e Leo, capo delle sue guardie del corpo e personaggio centrale del secondo capitolo della serie. Durante la notte i due incontreranno Joe, Marcos e Laney, anche loro impegnati a sopravvivere e difendere il negozio di Joe.
La tensione regge bene fino alla fine, nonostante alcuni passi falsi nella sceneggiatura che danno una sensazione di già visto. Si sa da subito come finirà e forse questo è il grande limite del film. L’innegabile plus, però, è un altro, già presente negli episodi precedenti ma qui finalmente portato alla luce: l’idea che il potere del governo e la ricchezza delle élite traggano nutrimento dalla distruzione dei poveri e dei deboli. La stabilità della nazione si regge sul massacro delle classi non privilegiate da parte dei privilegiati. Il riferimento a Trump e al suo programma è lampante. Molto interessante è la scelta di un personaggio marginale come filo conduttore, cioè il ribelle Dante Bishop: salvato da morte certa nel primo capitolo, diventa uno dei ribelli nel secondo e il capo indiscusso della resistenza nel terzo. Che forse la spinta al cambiamento non possa che venire dal basso, e realizzarsi quando viene colta dall’alto?
Voto: 2,5/4
Lucrezia Variale
