La recensione di MORTAL al Trieste Science+Fiction Festival

 

 

Il regista norvegese André Øvredal, già famoso per opere come Scary Stories to Tell in the Dark e Troll Hunter, ritorna nella sua madrepatria per raccontare una nuova storia, che affonda le sue radici nella mitologia norrena. Proprio come per Troll Hunter, il regista sembra quasi volersi riappropriare del folklore nordico e dare una propria visione a questi miti.

Eric Bergland (Nat Wolff), norvegese-americano, scopre di possedere poteri divini, gli stessi degli dei di Asgard. Mentre si nasconde nella vegetazione, uccide accidentalmente un giovane e viene braccato dalle autorità locali e dal governo americano. In fuga, incontra la psicologa Christine Aas, interpretata da Iben Akerlie, che tenta di aiutare il ragazzo portandolo nel luogo in cui ha scoperto la sua nuova natura per comprendere fino in fondo chi egli sia.

Il film è ambientato fra luoghi mozzafiato che solo la Norvegia ha, che insieme agli effetti speciali ottimamente realizzati lo rendono un’opera davvero notevole. Anche le doti attoriali del protagonista sono ragguardevoli e meritano il nostro plauso, come sicuramente la storia in sé, ricca di azione e con un po’ di suspence che non può che migliorare la pellicola. La nota dolente però sta forse proprio nell’intento del regista. È chiaro che voglia rappresentare una storia di azione e anche di crescita che riguarda un adolescente costretto ad accettare la sua nuova natura, ma proprio nel finale quasi tutte le carte in tavola vengono buttate all’aria: siamo davanti all’inizio di una serie di film oppure davanti a un bel pilot di una serie tv?

Palese è anche l’intento del regista di criticare il sistema Hollywood che ha fatto man bassa della mitologia nordica e riportarla quindi proprio nel luogo e fra gli scenari che l’hanno vista nascere (non a caso, gli americani sono i nemici).

Il film è davvero interessante, come spesso le opere di Øvredal; purtroppo si perde nel finale, ma speriamo che sia solo l’inizio di una possibile saga nordica. Presentato in concorso al Trieste Science+Fiction Festival.

Voto: 2,5/4