LA TRATTATIVA di Sabina Guzzanti (2014)

la trattativa poster

La presunta e famigerata trattativa tra Stato e Mafia all’indomani delle stragi del 1992-93 e la relativa connessione con l’ascesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994 sono al centro del film della pasionaria Sabina Guzzanti, sempre più a suo agio con la forma del documentario di denuncia già sperimentato in Viva Zapatero!, Draquila e Le ragioni dell’aragosta.

Curiosamente, i temi sono vicini a quelli affrontati da un’altra recente uscita italiana, ovvero il mockumentary Belluscone di Franco Maresco. Qui, siamo lontani anni luce dal grottesco visionario del regista siciliano: la Guzzanti, più che allo sperimentalismo cinematografico, è interessata a una divulgazione cronachistica dei fatti perfettamente in linea con la sua idea di cinema di impegno civile.

Ricorre tuttavia a un artificio che allontana il film dai canoni tradizionali del documentario: oltre a immagini e video di repertorio, la ricostruzione è affidata a un gruppo di attori (regista compresa) che mettono in scena, come su un palcoscenico, i vari tasselli di questo oscuro e complesso pezzo di storia. Proprio tale scelta, se da un lato si dimostra efficace (il ritmo agile e gli elementi satirici rendono godibile la visione e mantengono viva l’attenzione dello spettatore), dall’altro può considerarsi per certi aspetti discutibile. Spesso i “personaggi” appaiono infatti eccessivamente caricati e macchiettistici (immancabile la classica apparizione della Guzzanti en travesti nei panni di Berlusconi) portando a cambiamenti di registro troppo repentini. D’altra parte, si può discutere anche su determinate scelte musicali che, al contrario, fanno virare il film nella direzione dell’enfatico. Detto questo, resta la capacità di snocciolare l’infinita serie di fatti e personaggi in un modo chiaro e coinvolgente, in un film da vedere, al di là le sue imperfezioni.

Voto: 2,5/4