LA VITA DI ADELE di Abdellatif Kechiche (2013)

locandina-film-la-vita-di-adeleÈ un privilegio assistere a questa profonda, straziante storia d’amore”. (Steven Spielberg)

 

Il film-scandalo della 66ª edizione del Festival di Cannes arriva finalmente in sala. Dopo aver incantato la giuria della kermesse francese presieduta da Steven Spielberg, che gli ha assegnato la Palma d’Oro, il quinto lungometraggio del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche è pronto ad entusiasmare anche il grande pubblico. Ispirato alla graphic novel Le bleu est une couleur chaude della giovane fumettista francese Julie Maroh (classe 1985), La vita di Adele si impone come una delle migliori pellicole di tutto il 2013, portando sullo schermo con incandescente vigore e mirabile leggerezza di tocco un’educazione sentimentale capace di deviare per sempre il corso di un’esistenza.

 

Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente, una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un’esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. Fin dal primo casuale incontro tra Adele, liceale bella e corteggiata, desiderosa di sentirsi realizzata nella vita, e Emma, ragazza controcorrente dagli sgargianti capelli azzurri, un fuggevole gioco di sguardi lascia già intendere una sotterranea complicità, pronta ad esplodere, tra le due ragazze. Le paure e le insicurezze comuni ad ogni adolescente, amplificate da pregiudizi ostinatamente radicati nel tessuto sociale, vengono abbattute dalla forza di un sentimento viscerale e totalizzante.

 

Rifiutando ogni espediente artificioso, Kechiche ha realizzato una splendida elegia dei sentimenti spontanea e vitale, capace di restituire il carattere unico e irripetibile di un legame in cui convergono storia d’amore, capace di cristallizzarsi al di là dello spazio e del tempo, e parabola di formazione destinata a traghettare Adele nell’età adulta. Tra sorrisi e lacrime, anche i più piccoli gesti quotidiani assumono una valenza speciale, trasmettendo una sensazione di autenticità raramente percepita prima in una pellicola cinematografica. La scoperta della (omo)sessualità è messa in scena da Kechiche con pudore e sensibilità anche durante le lunghe sequenze degli amplessi espliciti tra le protagoniste, in cui la straordinaria naturalezza dei rapporti sessuali risulta scevra da ogni compiacimento voyeuristico.

 

Dubbi e indecisioni, passione e delusione, piacere e dolore, sono le sensazioni che ha provato chiunque sia stato mai innamorato, nella consapevolezza che l’inesorabile scorrere del tempo cancella alcune nostre orme ma ne conserva per sempre altre.

 

E La vita di Adele è un’opera definitiva sull’Amore.

 

Voto: 3,5/4