LAWLESS di John Hillcoat (2012)

 Diciamolo subito, Lawless è un film sbagliato, o meglio, non riuscito. Faccio ancora fatica a cercare di comprendere gli intenti cinematografici di John Hillcoat, che dopo il sopravvalutato The Road prova a cimentarsi con una pellicola dai caratteri western senza fornire nulla di più, senza osare o rischiare. Hillcoat semplicemente gira. E, se vogliamo, lo fa anche decentemente. Non si riescono a trovare grossi difetti o scelte sbagliate a cui imputare la mancata riuscita del risultato finale. Dall’altro lato però, facciamo la stessa fatica per scovare pregi e qualità.

Hillcoat, dirige. Punto. Un grande cast gli è sicuramente di supporto (Tom Hardy, Shia LaBeouf, Jessica Chastain, Mia Wasikowska, Gary Oldman, Guy Pearce), ma nulla va oltre il dovuto, oltre il cosiddetto “compitino” scolastico.

Allargando dunque il campo d’analisi, possiamo accorgerci che forse lo sbaglio più visibile è in un a sceneggiatura (firmata dal musicista e amico del regista Nick Cave) che non regala picchi ma soprattutto non ricerca novità.

Il film, tratto dal romanzo La contea più fradicia del mondo scritto da  Matt Bondurant, racconta la vera storia dei parenti dell’autore del libro. Tre fratelli che in Virginia, durante gli anni del proibizionismo, proveranno ad infrangere le regole, senza mai infrangere il loro legame di sangue. Il sangue, appunto. Viene spesso citato e viene sancora più spesso messo in scena, anche attraverso primi piani molto espliciti e dettagliati. Pare proprio questo essere uno dei punti su cui Hillcoat insista. Insiste si, però poi si ferma, senza andare mai a fondo, rimane in superficie, proprio come il suo film che non entra nel profondo dello spettatore.

E allora, il dubbio che la sua partecipazione all’ultimo festival di Cannes (al quale fu presentato addirittura in concorso) fosse dovuta principalmente ed esclusivamente ad attirare fans e fotografi con il suo cast, sembra decisamente più che fondato.

Voto: 2/4