LE STREGHE DI SALEM di Rob Zombie (2012)

“On the rare occasion, a special child appears”.

 

Presentato in anteprima al Torino Film Festival nella sezione Rapporto Confidenziale, Le streghe di Salem di Rob Zombie, uno dei titoli più attesi dell’anno, arriva finalmente nelle nostre sale.

Il film è un progetto che il regista desiderava realizzare da tempo: fortunatamente questa volta ha avuto piena libertà d’ azione rispetto ai vincoli dei suoi precedenti film, Halloween – The Beginning e Halloween II. Le aspettative erano altissime e sono state ampiamente soddisfatte.

 

Heidi Hawthorne è un’ ex tossicodipendente che lavora come dj per una stazione radiofonica di Salem, la “città delle streghe”. Un giorno le arriva per posta una scatola di legno contenente un vinile di una band sconosciuta, “The Lords”. Il disco evocherà flashback sul passato di Salem e sconvolgerà totalmente Heidi conducendola in un terribile incubo atavico che la porterà alle porte dell’ inferno senza nessuna via di scampo.

Il corpo iconoclasta di Heidi, interpretato dalla moglie e musa del regista, Sheri Moon Zombie, fa da tramite accompagnando lo spettatore nell’orrore più allucinante: non è possibile opporre alcuna resistenza.

Carico di simbolismi e visivamente barocco, il film è un viaggio della mente negli inferi, alle radici del male: un male che cresce (dentro), esplicitato da sequenze di grande potenza espressiva, sottolineate dalla musica ricorrente del “Requiem” di Mozart nelle visioni demoniache sino al delirante finale accompagnato dalle note di “All tomorrow’s parties” dei Velvet Underground.

Il regista, come nei suoi precedenti film, cura in maniera meticolosa la colonna sonora e anche Le streghe di Salemconsegna un risultato sorprendente in cui il pezzo ipnotico dei “The Lords”, macabro e ossessivo, fa da sfondo perfetto alle atmosfere cupe e orrorifiche dell’ opera.  Sono le immagini e la musica (non la storia) a catturare lo spettatore.

Non mancano omaggi al grande cinema dell’orrore, da Mario Bava a Ken Russell, fino a Kenneth Anger. Ovviamente in linea con la filmografia precedente, ogni riferimento al cinema del passato non è mai fine a se stesso, ma è funzionale alla messinscena e alla narrazione.

La pellicola è la prova della continua maturazione del regista. Il talento di Zombie era già evidente sin dalla sua prima opera House of 1000 Corpses e dal suo sequel The Devil ‘s Rejects ma con quest’ ultimo film, girato in completa anarchia, Rob Zombie svolta decisamente verso un cinema sempre più caratterizzato in senso personale. Le streghe di Salem è un’opera travolgente, di grande fascino e dall’ estrema potenza visiva; è impossibile, nel bene o nel male, non rimanerne suggestionati.

 

Voto: 3/4