L’ERA GLACIALE 4 di Steve Martino e Mike Thurmeier (2012)

iceage4 5 1 ff1 poster1Sembra ieri che il piccolo e maldestro Scrat rincorreva la sua prima ghianda, il vero amore della sua vita, dando inizio al primo capitolo dell’Era Glaciale. Era il 2002, e 10 anni dopo siamo arrivati al 4° capitolo delle avventure di Sid, Manny e Diego, alle prese, dopo il disgelo e i dinosauri, con la deriva dei continenti. Ancora una volta, infatti, è Scrat a piantare la sua preziosa ghianda nel punto sbagliato, questa volta arrivando al centro della terra e provocando la scissione delle placche, dando vita alla geografia mondiale che ora conosciamo. E, mentre la famiglia di Sid, dopo aver abbandonato lui, gli lascia anche la nonna in custodia, Manny è alle prese con il suo nuovo ruolo genitoriale, con tanto di irritantissimi mammuth che si esprimono con slang da teenager. Si poteva temere una trama incentrata sul rapporto genitore/adolescente, e invece la frattura del terreno porta i tre protagonisti a vivere una nuova avventura, perché nei mari gelati, i pirati già esistevano.

 

 

 

Sembrano passati secoli, e la sensazione è amplificata anche dall’altissimo livello raggiunto dagli animatori di un film che nulla ha da invidiare alle più quotate Dreamworks e Disney-Pixar. Se si riguarda infatti il primo episodio, si può notare come le tecniche di animazione si siano perfezionate al punto da poter pensare che ormai si sia quasi raggiunta la vetta, con una cura quasi maniacale dei singoli dettagli, il tutto coadiuvato da un 3d che finalmente, anche in animazione digitale, riesce a far valere le sue potenzialità. La trama è imperniata sui temi che hanno sorretto i primi tre film: amicizia, famiglia, lealtà, accoglienza e amore, eppure la narrazione non risente affatto della ripetitività delle tematiche, che anzi, sembrano essere comunque declinate in maniera fresca e innovativa. Questo è il pregio maggiore di L’Era Glaciale 4, il fatto che, a differenza di tanti altri film d’animazione in serie è riuscito a rinnovarsi, a rendersi ancora accattivante, cosa che non è riuscita a molti, ad esempio a Shrek, che dopo il 2° capitolo ha avuto un crollo con il tonfo definitivo di Il Gatto con gli Stivali. Inoltre, elemento non trascurabile, gli sceneggiatori hanno limitato il più possibile la presenza dei mammuth adolescenti, giusto il tempo di introdurre la tematica della diversità e dello sballo, che, se fosse durato di più, sarebbe (s)caduto nel ridicolo. Certo, in questo caso le figure di Sid e di Scrat rendono quasi la vittoria assicurata, per lo meno sul pubblico dei più piccoli, ma non solo, che non potranno non esplodere in una risata di fronte alle loro trovate strampalate, arrivate al culmine con un finale che definire geniale sarebbe riduttivo. Ormai sembrerebbe tutto finito, ma chissà, un’altra ghianda potrebbe provocare qualche irreparabile cambiamento geologico…

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