LOVE IS ALL YOU NEED di Susanne Bier (2012)
Una gradevole commedia romantica per palati poco esigenti, ambientata nel cuore della costiera amalfitana. L’ultimo film di Susanne Bier, presentato fuori concorso alla 69^ Mostra del Cinema di Venezia e, successivamente, al Toronto International Film Festival, potrebbe essere sintetizzato semplicemente con queste parole. Sì, perché davvero si fa fatica a trovare spunti narrativi interessanti su cui porre l’attenzione. Il fascinoso Pierce Brosnan, uomo in carriera dedito alla gestione di una grande azienda e inacidito da una vita solitaria, trova l’amore durante la festa per le nozze del figlio, organizzate a Sorrento. Riscoprendo sentimenti sopiti da anni, non avrà vita facile nel condurre verso il tanto atteso lieto fine la love story in cui è coinvolto, poiché la donna di cui si innamora, interpretata dall’ottima Trine Dyrholm già vista in Festen (1998) di Thomas Vinterberg, è la madre della futura nuora, a sua volta tradita dal proprio marito.
In uno scenario patinato, fotografato come una cartolina, le varie storie intrecciate tra di loro, si concludono tutte nel migliore dei modi, all’insegna del politicamente-corretto. Gli scorci della nostra bell’Italia inseriti nel film, hanno lo stesso valore artistico di quelli che si trovano in un catalogo Alpitour, proponendosi come un semplice sfondo attira turisti. Ai limiti del kitsch è poi la scelta di utilizzare come motivo ricorrente la canzone That’s amore: sarebbe stato sufficiente qualcosa di meno banale.
Se dal punto di vista di un umorismo disimpegnato la pellicola può vantare una buona efficacia, soprattutto nella prima parte quando l’azione si svolge in Danimarca, da quello più strettamente sentimentale fa acqua da tutte le parti. Le dinamiche amorose sono assolutamente piatte, tanto da risultare ampiamente prevedibili. In un ipotetico campionario dei luoghi comuni, probabilmente Love Is all You Need avrebbe fatto l’en plein: si va dall’uomo maturo apparentemente impermeabile ai sentimenti, alla cognata sessualmente disinibita, passando per i travagli di una giovane coppia in preda ai dubbi sul proprio futuro sotto lo stesso tetto. E, ovviamente, non manca il cameriere omosessuale.
L’ex 007 Pierce Brosnan, che non ha perso il suo proverbiale charme nonostante sia giunto alla soglia dei sessant’anni, infonde ironia ed eleganza ad un personaggio altrimenti stereotipato, sfoggiando un’invidiabile aplomb persino in ampi boxer celesti.
Il film della Bier, comunque, si inserisce perfettamente nel filone dei cine-panettoni-sentimental-disimpegnati a cui, ormai, siamo abituati da anni. Perché, dopotutto, almeno nelle festività natalizie, tutti sentiamo il bisogno di sederci comodamente al cinema insieme alla famiglia, agli amici oppure al proprio partner e goderci una storia a lieto fine, lasciando fuori dalla sala ogni preoccupazione.
Se nella vita l’amore può essere l’unica cosa di cui abbiamo bisogno, nel cinema, però, è assolutamente necessaria anche l’originalità.
Voto: 2/4
