MINIONS di Pierre Coffin e Kyle Balda (2015)

minions

Alzi la mano chi, guardando Cattivissimo Me, non ha riso alle slapstick gag dei Minions, esserini carichi di nonsense che intervallavano la narrazione con le loro assurde trovate. All’annuncio di un film interamente dedicato a loro, però, iniziavano a sorgere i dubbi sul fatto che non fossero personaggi adatti per reggere un lungometraggio: dubbi divenuti certezze fondate, purtroppo.

Chi sono i minions? Come sono arrivati a Gru? Sin dalla preistoria le creaturine gialle hanno sempre avuto due passioni: le banane e l’asservimento al più cattivo dei cattivi, non senza qualche incidente di percorso. Fino a che si troveranno a servire nientemeno che una cospiratrice contro la Regina Elisabetta.

Per risparmiare tempo, basterebbe guardare il trailer: è lì che si racchiude il massimo divertimento raggiunto dalla pellicola, con i minions che, uno ad uno, goffamente disintegrano i loro capi, fino a trovarsi da soli e alla ricerca di un nuovo supercattivo da servire. Una trama semplice, che anche nel suo svolgimento non conosce punti di vera svolta, né colpi di scena che possano motivare l’interesse dello spettatore ormai assuefatto alle risatine immotivate e talvolta demenziali degli esserini, cui è richiesto troppo rispetto alle loro possibilità.

Sicuramente qualche cartuccia buona viene sparata: non passano inosservati i riferimenti ai Beatles e a Jimi Hendrix, ma si tratta di piccole eccezioni che possono poco nella vacuità generale. Ai bambini potrà piacere, i Minions mantengono il loro linguaggio astruso durante tutta la pellicola – almeno sono stati salvati dal doppiaggio – ma è chiaro che, per fare un paragone con un’operazione simile, I Pinguini di Madagascar vivono di ben altro spessore e di una comicità di livello superiore, vincendo a mani basse un eventuale confronto.

Non si discute il livello visivo dell’opera, anche perché ormai è da dare per scontata l’alta qualità in tal senso, quanto piuttosto la sceneggiatura debole, lenta e prevedibile in ogni passaggio, che desta non poche perplessità. Resteranno delusi gli spettatori che si aspetteranno di ridere a crepapelle – in tal caso, anche un intreccio come pretesto per le risate sarebbe stato gradito – ma se ci si accontenta di “Banana” e di qualche gag da slapstick, allora forse qualche risata riuscirà a scappare.

Voto: 1,5/4

Lorenzo Bianchi