MOLIERE IN BICICLETTA di Philippe Le Guay (2013)

moliere-in-bicicletta-locandinaDopo il trionfale successo ottenuto in patria, dove ha totalizzato oltre un milione di spettatori, e la calorosa accoglienza raccolta al Torino Film Festival, il nono lungometraggio di Philippe Le Guay arriva nelle sale italiane con tutti i presupposti per intercettare i favori di un pubblico âgée affascinato da una commedia dal fascino letterario che, con pungente ironia e sguardo disincantato, intreccia arte e vita in un raffinato gioco di specchi, rendendo omaggio al mondo del teatro e alla fragilità dei suoi protagonisti.

 

Ritiratosi in una casetta su l’Île de Ré, lontano dalla frenesia e dallo stress della città, Serge (Fabrice Luchini), un tempo attore di elevata caratura, riceve l’inaspettata visita di Gauthier (Lambert Wilson), amico e collega adagiato sugli allori dello show business, che gli propone di recitare insieme a teatro Il misantropo di Molière. L’amicizia ritrovata, il nostalgico passato che riaffiora e l’incontro inaspettato con la bella italiana divorziata Francesca (Maya Sansa), sembrano spingere Serge ad uscire dal suo burbero isolamento, ma i rapporti tra i tre si riveleranno meno facili del previsto.

 

Il capolavoro in cinque atti di Molière è il fil rouge che esemplifica e intreccia le dinamiche comportamentali dei due protagonisti, uguali e complementari nel manifestare uno spiccato narcisismo che nasconde, in realtà, il timore di affrontare la realtà e l’incapacità di manifestare le proprie reali emozioni. Attraverso un sottile gioco metalinguistico, i personaggi della pagina letteraria si sovrappongono a quelli cinematografici che, a loro volta, sono alter ego in filigrana degli interpreti. Alceste e Filinte, Serge e Gauthier, Fabrice e Lambert compongono un ritratto che riassume l’eterno problema della scelta tra verità e indulgenza, in cui emergono la solitudine e la malinconia per l’abbandono di chi si ostina a sostenere i propri rigidi principi e i propri ideali di un’umanità nobilitata da una utopica virtù.

 

Amabili screzi, egoistiche prese di posizione, autentici sorrisi e sguardi di complicità, sono portati sullo schermo da una coppia di attori in stato di grazia. Fabrice Luchini e Lambert Wilson cesellano due figure che ricordano i personaggi dei celebri film di “cappa e spada”, in cui combattimento dopo combattimento (o meglio, lettura dopo lettura) il vantaggio passa dall’uno all’altro contendente, in un’ipotetica lotta per la leadership. Grande prova anche di Maya Sansa, perfettamente a suo agio a recitare in francese, che restituisce spontaneità e un pizzico di sensualità ad una pellicola altrimenti fin troppo studiata a tavolino.

 

Cinema d’intrattenimento ironico e intelligente, privo di qualsiasi volgarità. C’è solo da imparare.

 

Vive la France!

 

Voto: 2,5/4