MOOD INDIGO di Michel Gondry (2013)

Locandina Mood IndigoNella mente di Michel Gondry: Mood Indigo è l’ultima follia dell’autore francese che, dopo alcuni progetti meno personali, torna a riproporre sul grande schermo quello spirito surreale e giocoso che aveva caratterizzato i suoi lavori più importanti.

Tratto dal romanzo L’écume des jours di Boris Vian del 1947, il film racconta la relazione tra Colin (Romain Duris), un ricco parigino che si dedica a curiose invenzioni, e Chloe (Audrey Tautou), una ragazza di cui l’uomo s’innamora perdutamente. I due si sposano ma durante la luna di miele Chloe rimane vittima di una rara e bizzarra malattia.

 

Dopo il commerciale The Green Hornet e il poco visto The We and the I (presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2012), il regista nato a Versailles è tornato allo stile, artigianale e surreale, de L’arte del sogno (2006), uno dei suoi lavori più riusciti in assoluto: rispetto al film con Gael Garcia Bernal, la messinscena appare però troppo studiata a tavolino e poco spontanea, portando il suo autore al rischio di cadere nella maniera.

Nonostante la trama sia coinvolgente, Mood Indigo fatica a emozionare come avrebbe voluto, a causa di una narrazione ripetitiva e di una durata estesa senza motivo.
Diverse le scelte originali e riuscite (l’apparato visivo convince sin dalla sequenza d’apertura), oltre alle sequenze toccanti (il finale in primis), ma Gondry sembra costantemente inseguire quel grande talento che oggi non riesce più a brillare come in passato.

 

Voto: 2,5/4