MR. PEABODY E SHERMAN di Rob Minkoff (2014)

Locandina-mr-peabody-and-shermanLa Dreamworks Animation, ormai lungi da essere una succursale minore di mamma Pixar, ha scelto la sua strada per il futuro: abbandonare la via sicura della narrazione tradizionale e lasciarsi andare allo sperimentalismo visivo.

Dopo gli psichedelici e visionari I Croods e Turbo, arriva Mr. Peabody&Sherman, ispirato a una serie di cartoon degli anni ’60, in stile Hanna&Barbera. E anche in questo caso, la sceneggiatura si preoccupa poco di rispettare passaggi logici e una reale progressione di eventi, preferendo invece concentrarsi su pirotecniche fughe e paesaggi caleidoscopici.

 

Mr. Peabody è l’essere vivente più intelligente del mondo: geniale scienziato,poliglotta, artista, inventore, imprenditore,polistrumentista, ottimo cuoco e barman acrobatico, non c’è una cosa al mondo che non sappia fare. Oltre a tutto questo, Mr. Peabody è anche un cane: impossibile per lui integrarsi tra i suoi simili o trovare una famiglia umana con cui condividere le proprie competenze. Per questo, quando trova il piccolo Sherman abbandonato in un vicolo, decide di prendersi cura di lui, diventando il primo cane al mondo ad aver adottato un bambino. Peabody cresce Sherman a sua immagine e somiglianza, insegnandogli il più possibile sullo scibile universale e arrivando addirittura a progettare una macchina del tempo per far conoscere al figlio i grandi protagonisti ed eventi della storia dal vivo. L’unica cosa che Peabody non sa fare è esprimere apertamente il proprio grande affetto per Sherman, ingabbiato com’è nella sua veste di “uomo” di scienza. Quando il ragazzino comincerà ad andare a scuola, inizieranno i guai anche per il bizzarro nucleo familiare, tra conflitti identitari, iperprotettività paterna e tutti i normali problemi che si instaurano in un rapporto genitore-figlio, amplificati dalla particolarità dei due.

Tra salti temporali, incontri con personaggi illustri del passato, da Leonardo Da Vinci ad Agamennone, passando per Tutankhamon e Robespierre, buchi neri, squarci nel continuum universale e un’antipatica biondina per la quale Sherman sperimenta i primi battiti del cuore, la strana coppia corre scapicollando da un’avventura all’altra.

Se dal punto di vista dell’azione il meccanismo funziona benissimo, la sovrabbondanza di eventi e personaggi dopo un po’ rischia di disorientare gli spettatori, specialmente quelli più piccoli. Troppa carne al fuoco, insomma, anche se le nozioni di storia, fisica, matematica e di tutto il resto disseminate qua e là tra una battuta e l’altra regalano più di un tocco di originalità al film. Molto godibili e divertenti anche le parodie dei personaggi storici, mentre i protagonisti, penalizzati dalla loro manifesta rigidità accademica rimangono freddi e anaffettivi, senza riuscire a emozionare più di tanto nemmeno quando si tratta di mettere in gioco i loro sentimenti.

Un film parzialmente riuscito, in cui anche il 3D targato Dreamworks, ormai sempre più perfetto, non appare particolarmente necessario, ma piuttosto un orpello aggiuntivo per movimentare ulteriormente le peregrinazioni di Peabody e Sherman nello spazio-tempo.

 

Voto: 2/4