NUT JOB di Peter Lepeniotis (2014)

The Nut JobPeter Lepeniotis, dopo essersi fatto le ossa in casa Disney, nonché alla Pixar, decise di mettersi in proprio e realizzare Nut Job – Operazione noccioline. La pellicola d’animazione ha sbancato il botteghino degli Stati Uniti incassando all’incirca settanta milioni di dollari.

Il parco ha bisogno di scorte per l’inverno. Per raccogliere il maggior numero di cibo, tutti i suoi abitanti dovrebbero collaborare. Non la pensa così Surley, scoiattolo ribelle, solitario e individualista (nonostante l’amicizia con un topo muto). Dopo essere stato cacciato dal parco e aver trovato un negozio di noccioline (utilizzata come copertura da alcuni mafiosi), è normale che Surley decida di fare da sé. Ben presto, però, si renderà conto che – ed è questa la morale – è il gruppo a fare la forza e non il singolo.

Nonostante il successo statunitense, la pellicola di Peter Lepeniotis non raggiunge i fasti di alcuni lavori Pixar. La storia è un miscuglio animato fra Criminali da strapazzo di Woody Allen e I soliti ignoti di Mario Monicelli, condito in salsa Psy (terribili i titoli di coda, con l’autore del Gangnam Style in versione animata, a sottolineare la coproduzione coreana). Insomma, niente di nuovo.

Guardando con gli occhi di un bambino si possono comunque apprezzare gli sforzi del regista per caratterizzare i vari personaggi, anche se il loro elevatissimo numero e il loro comportamento mutevole potrebbero ingannare e spiazzare i più piccini. Solitamente, infatti, nell’animazione infantile (ma anche nel melodramma), il cattivo e il buono sono riconoscibili fin dalle prime battute, mentre in Nut Job – Operazione noccioline questo non è possibile. Al di là della macro-divisione fra i mafiosi (cattivi) e animali del sottobosco (buoni), nei primi minuti non s’intuisce la cattiveria dell’orsetto lavatore o della talpa. Per un adulto tale aspetto potrebbe anche risultare interessante, ma per un infante no (pubblico suggerito da un cartone animato). Infatti, una grande quantità di personaggi caratterizzati dal doppiogiochismo e un conseguente filo logico della trama arguto, distoglie l’attenzione dei più piccoli.

Insomma, nonostante qualche gag divertente, Nut Job – Operazione noccioline non è e non sarà nella lista dei migliori film d’animazione dell’anno.

 

Voto: 1,5/4

Mattia Giannone