Oasis: Don’t Look Back in Anger, la recensione del doc sulla reunion dei fratelli Gallagher

di Valeria Morini

Basta una canzone a segnarti la vita, a entrarti dentro perché in qualche modo ti racconta nel profondo? I fan degli Oasis non avrebbero dubbi a rispondere di sì: lo dice chiaramente ogni frame del documentario Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace che più che un semplice doc musicale ha il sapore di un film-evento. La stessa presentazione all’83esima Mostra di Venezia, con i fratelli Liam e Noel Gallagher iconici protagonisti sul red carpet, è andata oltre i confini dell’anteprima festivaliera per scivolare nella baraonda di un grande rito collettivo e identitario, di una festa catartica e bellissima.

La storia è nota: nel 2009, dopo 18 anni di grandi successi come band simbolo del Britpop, i fumantini Gallagher litigano furiosamente prima della data di Parigi, cancellano il tour e si sciolgono. Dopo 15 anni di lontananza, finalmente arriva la reunion del gruppo con il tour Oasis Live ’25, per la gioia immensa dei fan che tanto avevano atteso la pace tra i due fratelli. Dopo uno scatenato prologo riassuntivo, il film di Southern e Lovelace si concentra proprio su questa tournée storica e sul gigantesco impatto che ha avuto sul pubblico, segnando uno dei capitoli più importanti nella storia musicale degli ultimi decenni.

La prima parte del film si sofferma sulle sei settimane di prove in cui vediamo Liam e Noel tornare a suonare insieme, poi si viaggia in giro per il mondo di data in data, a partire dalla prima apparizione sul palco a Cardiff il 4-5 luglio 2025. Sostenuto da un montaggio pazzesco e da una fortissima carica emotiva, Oasis: Don’t Look Back in Anger è un prodotto assolutamente imperdibile per ogni appassionato ma piacevolissimo anche per chi non è fan agguerrito, per come restituisce la forza dirompente che può avere la musica nelle nostre vite.

Le grandi protagoniste – oltre all’incredibile numero di “fuck” e derivati che i fratelli riescono a pronunciare in ogni frase – sono le lacrime e la gioia, quelle che vediamo sui volti degli spettatori impazziti che riascoltano dal vivo le note di Wonderwall o Champagne Supernova e raccontano quanto si sentano rispecchiati dalla musica e dalle parole dei due ragazzacci proletari di Manchester. Certo, all’ennesima storia emotional, vorremmo vedere meno immagini dei concerti (pur bellissime) e capire meglio cos’è successo in quei 15 anni, quali sono state le implicazioni all’interno della famiglia Gallagher e come davvero si è svolta la riconciliazione. Su questo il film non dice più di tanto, restituendo l’immagine di un prodotto fondamentalmente autocelebrativo, per quanto potente. Resta comunque una certa commozione nel vedere Liam e Noel che davvero “don’t look back in anger” e sembrano andare d’amore e d’accordo. Si spera ancora per molto tempo.

Voto: ★★½/☆☆☆☆