POST TENEBRAS LUX di Carlos Reygadas (2012)

Esterno: una bimba corre in mezzo alla natura, inseguendo e inseguita da diversi animali. La luce pian piano si smorza gradualmente, arriva la notte e insieme ad essa un temporale che, soltanto grazie ai suoi lampi, riesce a illuminare la scena.

Interno: una splendida casa in mezzo alla giungla messicana, dove vive una giovane coppia con due figli piccoli. Mentre tutti stanno dormendo, il diavolo entra dalla porta d’ingresso: la sua silhouette rossa cammina tra i corridoi portandosi dietro una valigetta da lavoro, entra nelle varie stanze fino a quando non viene scoperto dal figlio maggiore e se ne va.

L’incipit di Post Tenebras Lux è di quelli che lasciano il segno. Per questo motivo è ancor più un peccato che il resto del film vada oltre la soglia dell’umana sopportazione.

Giunto al sua quarto lungometraggio, il messicano Carlos Reygadas (noto per Battaglia nel cielo del 2005) continua a mostrare (pochi) pregi e (tanti) difetti di un cinema eccessivamente ostico e forzato.

La trama ruota attorno alla famiglia dell’incipit, appena trasferitasi da Città del Messico nella giungla messicana: qui iniziano i problemi di convivenza tra i due coniugi e tra gli stessi con gli indigeni del luogo che curano la loro terra.

Si può sintetizzare più o meno così una struttura narrativa aleatoria, inutilmente ermetica e dalle difficili coordinate spazio-temporali.

L’unica cosa che interessa a Reygadas è l’aspetto visivo (che può anche affascinare, intendiamoci), per il quale utilizza spesso una lente leggermente grandangolare che sfoca e raddoppia ciò che è ai margini dell’inquadratura.

La sperimentazione colpisce, ma sotto la scorza non vi è altro che un contenuto vuoto, un messaggio banale e una continua ricerca dello scandalo a tutti i costi.

Nonostante abbia diviso la critica, Reygadas con questo film ha ottenuto il premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes 2012. A dodici mesi di distanza, c’è da augurarsi che il suo successore sia portatore di un talento meno furbo e decisamente più concreto.

 

Voto: 1,5/4