PROMETHEUS di Ridley Scott (2012)

prometheus posterE’ stato il film delle attese. Sono passati trentatré anni prima che Ridley Scott decidesse di riprendere le redini della sua creatura, e ci sono voluti quasi quattro mesi perché in Italia la pellicola uscisse come nel resto del mondo. Ora, dopo cotanta pazienza, ci si chiede: ne è valsa la pena? Prometheus, diretto da Scott e interpretato da Noomi Rapace, Michael Fassbender, Charlize Theron e Logan Mashall-Green, nasce come un prequel di Alien, per poi crescere come progetto assestante.

Dopo aver scoperto un interessante disegno rupestre in Scozia, Elizabeth (Rapace) e Charlie (Marshall-Green) riescono a ottenere i fondi per una missione intergalattica alla ricerca della costellazione rappresentata dagli antenati. L’equipaggio del vascello spaziale Prometheus, composto tra gli altri dall’androide David (Fassbender) e dall’algido capitano Meredith (Theron), resterà sbigottito dalle numerose presenze che abitano l’inesplorato pianeta.

 

 

 

Sono lontani i tempi in cui lo spazio era una meta cinematograficamente ambita e, nonostante la tecnologia permetterebbe di sbizzarrirsi, la fantascienza oggi è ormai un genere di scarso valore. Ciò che manca a remake come La guerra dei mondi di Steven Spielberg o Star Trek firmato da J.J. Abrams, sono dei contenuti originali che arricchiscano l’estetica spettacolare. Gli effetti speciali da soli non bastano, ma non tutti l’hanno capito. L’incurante Ridley Scott confeziona qui un banale prodotto nato dalla fusione tra le claustrofobiche e ansiogene trame di Alien e le grigie ambientazioni di Blade Runner, e sviluppa un’affatto inedita ricerca sulle origini e il progresso dell’uomo (per informazioni chiedere a Stanley Kubrick).

Il cast è guidato da una poco convincente Noomi Rapace, oggi molto richiesta a Hollywood grazie al successo tutto svedese di Uomini che odiano le donne, e da un Michael Fassbender freddo robot capace di ispirarsi contemporaneamente al Rutger Hauer di Blade Runner e al Peter O’Toole di Lawrence d’Arabia.

Un mostro che entra dalla bocca ed esce dalla pancia non può più stupire, neanche se supportato da migliorie visive. Prometheus è il deludente film di un regista che ha provato a rilanciarsi nello spazio con un’astronave del 1979. Il viaggio così non poteva durare, la lunga attesa è stata tradita. Per gli appassionati del genere non resta che sperare e attendere il seguito già in programma, perché come disse Pavese: aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.