REMEMBER di Atom Egoyan (2015)

  

Ottimi attori, caccia all’uomo, suspance, vendetta, nazismo e un finale che rimescola le carte… gli ingredienti ci sono! Cosa manca allora a Remember? Atom Egoyan si cimenta in un film che pare funzionare, se non fosse per l’impronta data dal regista. La pellicola, infatti, dimostra di possedere una forma più prettamente televisiva che cinematografica.

 

I due premi Oscar Christopher Plummer e Martin Landau interpretano rispettivamente Zev e Max, due amici di vecchia data entrambi deportati ad Auschwitz e ora ricoverati in una clinica privata. Zev però è affetto da demenza senile e il suo amico Max, approfittandosi della sua malattia, lo convince a vendicare le loro famiglie sterminate nel campo di concentramento, confessandogli che il loro assassino è in America sotto falso nome e che è arrivato dalla Germania ben sessant’anni prima. Per convincerlo, si serve di una lettera in cui spiega tutto quello che era successo e quello che dovrà compiere. L’obiettivo infatti è scovare e uccidere quell’uomo. L’astuzia per confondere lo spettatore sta proprio nell’elemento della lettera affidata a uomo malato: potrebbe esserci scritto di tutto, verità o menzogne, ma noi, come Zev, non lo possiamo sapere. Infatti, ci aspetta un bel colpo di scena nel finale.

Come detto, il film si dimostra diretto con uno stile prevalentemente televisivo, privo di vezzosismi cinematografici e poco originale. Lo potremmo definire “standard”. Un attento spettatore può trovarci alcune “citazioni” se così vogliamo chiamarle, vedi la struttura narrativa a puzzle simile a quella di Memento di Christopher Nolan o l’elemento del nazista nascosto e infiltrato nella società moderna come nel film L’allievo tratto dal romando di Stephen King.

Egoyan riesce però a non banalizzare: tra le righe si legge infatti una denuncia alla circolazione e alla detenzione delle armi negli USA. Il fattore X è Christopher Plummer che, con un interpretazione magistrale, riesce ad apparire più vecchio e più stanco di quanto non sia.

Un buon film, alla fine dei conti, con una buona storia e tecnicamente pulito. Non annoia e non esalta, ma si lascia guardare e, in certe occasioni, riesce anche a soddisfare.

Voto: 2,5/4