RIBELLE – THE BRAVE di Mark Andrews e Brenda Chapman (2012)

brave-poster-2Come  ogni anno dal 2006 in avanti, torna puntuale la Pixar con il suo tradzionale lungometraggio, ma stavolta lo zampino di mamma Disney si fa sentire più prepotentemente del solito.

Dopo l’infiacchimento di Cars 2, titolo dello scorso anno dallo scarso appeal, si aspettavano al varco i geniacci dell’animazione digitale californiana, sperando che tornassero a brillare come ai tempi (in verità piuttosto recenti) del piccolo capolavoro Up (2009), recuperando la loro caratteristica poesia dolceamara venata di umorismo e brillanti citazioni che incanta grandi e piccini. Per questa volta invece Pixar ha preferito rifugiarsi nel porto sicuro della tradizione proponendo una storia che più classica non si può (anzi, forse un po’ vecchiotta), diretta esplicitamente a un pubblico di juniores, per quanto nel complesso funzionante e, ça va sans dire, di pregevole fattura.

 

 

 

Merida (la cui chioma riccia fiammante è una delle delizie del film e fu la croce del team di animatori che l’hanno realizzata nei minimi dettagli) è la vivace figlia del re di Scozia: le sue passioni sono il tiro con l’arco e correre a cavallo per le lande selvagge e spettacolari della sua terra. La madre la vorrebbe invece raffinata e un po’ingessata principessa modello, in attesa sospirante di un blasonato pretendente: ribelle per natura, Merida cercherà in tutti i modi di opporsi alla routine di corte e ai matrimoni combinati, anche a costo di usare la magia…I contenziosi tra le due, realistici più che mai sono uno dei punti di forza del film, insieme alla grandiosità dei paesaggi scozzesi, ricostruiti in maniera davvero mozzafiato. L’atmosfera celtica è decisamente suggestiva e anche le musiche folk fanno la loro parte (eccezion fatta per i brani tradotti mielosamente in italiano e affidati alla voce dell’ex star di X-Factor, Noemi).

Tuttavia la vicenda però è poco originale, sa di già visto in casa Disney e mancano quei guizzi di genialità che solitamente rendono le pellicole Pixar un prodotto rivolto a un pubblico eterogeneo. Resta un film gradevole, da vedere (tralasciando la versione 3D dal valore puramente riempitivo) se non altro per ammirare la perizia visiva che, per il momento, continua a mantenere sul podio degli studi di animazione la casa californiana. I fans si divertiranno comunque moltissimo a riconoscere le autocitazioni e le strizzate d’occhio al pubblico dei fedelissimi sparse nel film.

Una curiosità: il tradizionale corto iniziale, il delicato La luna, è diretto da un italiano, Enrico Casarosa, ed è stato candidato alla scorsa edizione degli Academy Award come miglior cortometraggio di animazione.