RIDDICK di David Twohy (2013)

locandina-riddick“Sono sette anni che aspetto di girare questo film, da quando mi obbligarono a trasformare ‘The Chronicles of Riddick’ in un PG 13 (divieto ai minori di 13 anni secondo la Motion Picture Association of America, n. b.) sacrificandone lo spirito.” (Vin Diesel)

Riddick è tornato. L’antieroe più celebre della fantascienza contemporanea arriva in sala con il terzo capitolo della saga (quarto, se si considera il mediometraggio animato The Chronicles of Riddick – Dark Fury) diretta da David Twohy, dopo Pitch Black e The Chronicles of Riddick. Un progetto arenatosi per lungo tempo che ha avuto difficile gestazione a causa del flop precedente e delle perplessità del protagonista Vin Diesel, deciso ad avere piena libertà di azione: e la sua testardaggine ha prodotto buoni frutti.

 

Il criminale intergalattico Richard B. Riddick (Diesel), tradito dai Necromonger e abbandonato su un pianeta inospitale, deve vedersela con mostruose creature aliene e con due gruppi di mercenari che vogliono (letteralmente) la sua testa. Tenterà di volgere gli eventi a suo favore per riuscire a dirigersi sulla natìa Furya.

 

Un ritorno alle origini che ha dato nuova linfa ad un franchise apparentemente in declino dopo il clamoroso insuccesso di critica e pubblico riservato a The Chronicles of Riddick (“Ho esagerato, ho immaginato una space opera in stile Star Wars con una ricca mitologia alle spalle, e non è venuto benissimo. […] A volte mi faccio trascinare”, ha dichiarato lo stesso Diesel). Visivamente impressionante, virato su colori caldi e terrosi alternati a cupi notturni, Riddick rimanda alle ambientazioni e alla struttura del capostipite, snellendo la forma, secca e incisiva, ed evitando di piegarsi alla logica produttiva che aveva rovinato il secondo capitolo. Ad una prima parte un po’ lenta e trascinata (forse necessaria), ne segue una dinamica e asciutta che strizza l’occhio ai capisaldi (Alien) e al western (dichiarato l’omaggio a Corvo rosso non avrai il mio scalpo) e appassiona dimostrando un pieno rispetto delle regole del genere.

Nel cast anche il wrestler Dave Batista e Nolan Gerard Funk, star di Glee e protagonista del mediocre The Canyons di Paul Schrader, presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Venezia.

Voto: 2,5/4