SECOND CHANCE di Susanne Bier (2014)

 

Dopo essere stato presentato allo scorso Festival di Toronto e, successivamente, al Festival di Torino, arriva nelle sale di tutti i cinema l’ultimo lavoro della regista danese Susanne Bier (premio Oscar per In un mondo migliore), la quale dopo aver diretto due pellicole di produzione americana per nulla riuscite (Love Is All You Need e Una folle passione), torna nella natia Danimarca per provare a risollevare le sue doti artistiche ma riesce solo a confezionare un altro passo falso.

Andreas (Nikolaj Coster-Waldau) è un giovane detective in carriera con una moglie adorabile (Maria Bonnevie) e da poco diventato padre. La sua vita però inizia a farsi meno felice da quando inizia ad indagare su una coppia di drogati incapaci di accudire il proprio pargolo.

Second Chance infatti è un film che (ri)presenta tutte le caratteristiche del cinema dell’autrice, compresi i suoi maggiori difetti. Lo spunto di base è interessante ma la pellicola non sfrutta al meglio il suo potenziale, intenzionata solo a rincarare la dose di drammaticità e retorica.

Le scelte narrative sono abbondantemente spietate e fuori luogo nel continuo ostacolare (in maniera sempre più tragica) la missione del protagonista, mentre la regia dell’autrice è interessata solo ad amplificare il senso di dolore dei personaggi e delle loro scelte morali con continue inquadrature furbe e fastidiose (gli innumerevoli primissimi piani o dettagli ad esempio). La buona interpretazione degli attori (soprattutto dei non protagonisti, ben caratterizzati e decisamente in parte) non serve a risollevare le sorti di un progetto che si dimostra troppo spesso ricattatorio e furbo. Da evitare.

Voto: 1,5/4