SKYSCRAPER di Rawson Marshall Thurber (2018)

Recensione] Skyscraper di Rawson Marshall Thurber - Il nuovo film con  Dwayne Johnson

Will Sawyer (Dwayne Johnson) è un ex agente dell’FBI che ha perso una gamba a seguito di una missione fallita in cui non è riuscito a salvare degli ostaggi. Dieci anni dopo quell’incidente, Will si è trasferito a Hong Kong assieme alla moglie Sarah (Neve Campbell) e a i due figli piccoli. La famiglia alloggia nel complesso residenziale del The Pearl, il grattacielo più alto del mondo, mega struttura autosufficiente e di altissimo livello tecnologico, fondato e costruito dal magnate Zhao (Chin Han). Will viene assunto come responsabile per la sicurezza del The Pearl, ma ben presto la gigantesca struttura viene attaccata da un gruppo di terroristi, con l’intenzione di far crollare l’intero palazzo e ottenere una preziosa risorsa appartenente a Zhao. Con la propria famiglia all’interno del palazzo, Will dovrò fare di tutto per salvarli prima che il The Pearl crolli. Dopo aver diretto le commedie Palle al balzo – Dodgeball, Come ti spaccio la famiglia, Una spia e mezzo e il dramedy I segreti di Pittsburgh, il regista Rawson Marshall Thurber torna dietro la macchina da presa con Skyscraper, kolossal action con protagonista Dwayne Johnson (alla seconda collaborazione col regista) affiancato da Neeve Campbell, Pablo Schreiber, Noah Taylor, Byron Mann e Roland Moller. Il film è scritto dallo stesso Thurber.

A quattro anni da Ti spaccio la famiglia, Marshall Thurber scrive e dirige un blockbuster action catastrofico, raccontando la vicenda di un ex FBI costretto a salvare la propria famiglia bloccata all’interno del grattacielo più alto del mondo, preso di mira da dei terroristi. Se il riferimento a un cult come Inferno di cristallo è evidente ma poco utile, Skyscraper si fregia di una messa in scena spettacolare, soprattutto nella rappresentazione del The Pearl e del suo collasso, dove la regia di Thurber si concede alcuni virtuosismi vertiginosi. C’è una sensata estetica della distruzione e del danno tra fiamme, esplosioni e crolli di un nuovo cinema digital catastrofico e le cose più interessanti Skyscraper le afferma giocando e plasmando soprattutto il corpo immateriale e indistruttibile di Dwayne Johnson che, tra un salto su un grattacielo in fiamme e il blocco di un ponte pericolante ad altezza massima solo coi muscoli, ripropone il discorso sul cinema action come visione di corpi fuori dalle possibilità umane. Così, lo stesso film impone sequenze che esulano dalle regole fisiche e creano una propria messa in scena visiva e narrativa, aspetto che in parte ricorda gli ultimi episodi dei Fast & Furious.

Ma purtroppo Skyscraper è vittima di un tono un po’ troppo grossolano e di una scrittura innocua e con personaggi macchiettistici ed è un po’ a corto di idee nella riflessione sui limiti della tecnologia e del potere umano contro l’imponderabile. Nonostante resti la bellezza di alcune sequenze (come quella nella stanza degli schermi HD), il film non esce da logiche troppo prevedibili di una trama sul riscatto e la ricostruzione familiare e l’ovvio fattore eroismo del protagonista.

Voto: 2/4