SPECTRE di Sam Mendes (2015)

Spectre - 007 - Film (2015) - MYmovies.it

E fu così che arrivo la mitica gunbarrel in apertura, la gloriosa sequenza nata nel 1962 dal genio dello storico title designer Maurice Binder (1925-1991). La soggettiva di una canna di pistola. Daniel Craig attraversa lo schermo con passo deciso. Dopo pochi passi si volta con piglio deciso ed esplode un colpo di pistola dritto verso lo spettatore. Le note del James Bond Theme rieccheggiano nell’aria. Il rosso del sangue invade la scena. Il cerchio ora è davvero chiuso: la delicatissima operazione di rifondazione della saga più longeva della storia del cinema operata nell’era Craig trova così una ideale conclusione.

Sam Mendes, dopo il clamoroso Skyfall (2012), non dà corpo a un Bond movie definitivo, ma realizza in ogni caso un capitolo cruciale che completa la parabola di rinnovamento dei tratti dell’agente segreto al servizio segreto di Sua Maestà. Un compendio delle suggestioni dei quattro film interpretati da Daniel Craig e del percorso interiore del protagonista a partire dalle (nuove) origini del mito messe in scena in Casino Royale (2006).

Il passato si ricongiunge al presente e guarda al futuro attraverso il recupero di un fertile classicismo retrò (in 35 mm) privo di nostalgia che guarda agli anni ’60, in una operazione che non sempre riesce bene a uniformare tradizione e spinta innovatrice incentrata sul cuore di tenebra dei personaggi e il lato oscuro dell’impeccabile intelligence britannica. La genesi dell’organizzazione criminale su scala mondiale colpisce nel segno, anche quando i giochini citazionisti si fanno un po’ meccanici, tra cime innevate care a Lazenby, bagliori di vendette private, rifugi post-modern tra Syd Cain e Ken Adam, crateri che covano il Male, ferite nell’anima e cicatrici sul volto, spettro della minaccia globale. Il cavalleresco disinteresse per la vita di James Bond è un pallido ricordo, le atmosfere si fanno sempre più torve, a dominare, fin dai titoli di testa di Daniel Kleinman, è il nero traslucido, e l’eterna sfida tra buoni e cattivi ha contorni sempre più sfumati. I tentacoli della SPecial Executive for Counter-intelligence, Terrorism, Revenge and Extortion si allugano tra le rovine di un MI6 pronto a rinascere dalle proprie ceneri, 007 non può più permettersi di essere un dinosauro misogino e sessista né una reliquia della Guerra Fredda.

Gustosissimo lo Squalo “rivisitato” interpretato da Dave Bautista, straordinaria la fugace apparizione di Monica Bellucci, vedova di impareggiabile fascino, impeccabili l’intero segmento ambientato a Roma e la opening sequence a Città del Messico durante il folkloristico Giorno dei Morti, con un lungo piano-sequenza da brividi. Imperdonabilmente scolorita la Madeleine Swann di Léa Seydoux, che insegue invano l’ambizione di essere una figura femminile di significativa profondità (la Vesper Lynd con i tratti di Eva Green e la Tracy Di Vicenzo interpretata da Diana Rigg sono lontane anni luce). E, piange il cuore dirlo, a deludere in quanto a presenza scenica è Christoph Waltz, tanto straordinario quando emerge dalla penombra quanto anonimo nei confronti vis-à-vis con Craig, i cui tratti spigolosi e affascinanti definiscono al meglio il Bond 2.0.

Ora non resta che aspettare un nuovo, esaltante capitolo. Tanto, si sa, James Bond will return.

Voto: 2,5/4