Susan Sarandon al Riff 2024: “Io licenziata perché pro Gaza. Trump? Un fascista”

A cura di Valeria Morini – Foto di Laura Bianchi

In un parterre di ospiti sicuramente molto interessante, la superstar del Riviera International Film Festival 2024 è Susan Sarandon. Oltre che membro della giuria, l’attrice è stata protagonista di una masterclass presso l’ex convento dell’Annunziata, sulla Baia del Silenzio di Sestri Levante. Durante l’incontro in cui ha risposto alle domande del pubblico, non solo ha parlato della sua carriera, ma ha affrontato anche tematiche politiche, come i bombardamenti di Gaza, le elezioni americane e il MeToo.

“Sono stata licenziata dalla mia agenzia dopo 10 anni” ha raccontato la Sarandon, “da due donne che fanno parte dell’agenzia di religione ebraica, perché ho partecipato a manifestazioni pro Gaza. La cosa brutta è che sono andati a Page Six, che è un giornaletto, a dire che sono antisemita. Tutte falsità, ovviamente. Essere ebrei non significa per forza essere sionisti”. Oltre a esporsi nel difendere strenuamente i diritti del popolo palestinese (“Penso sia terribile cancellare una popolazione intera a Gaza”), la Sarandon l’ha toccata piano anche riguardo alle imminenti votazioni in Usa:

“Le elezioni? Cosa dire? Dovremmo essere il paese più intelligente, e le scelte che avremo sono queste. Dubito che Biden vincerà ancora, e il motivo principale è la questione Israele. Dall’altra parte c’è il fascismo, perché Trump è fascista. Ormai esiste un partito solo, ed è il partito dei soldi. Non abbiamo un’assistenza sanitaria pubblica, abbiamo enormi debiti universitari, tutto è dominato dalle Corporation”.

L’attrice ha parlato anche del possibile ritorno di un maschilismo dominante: “I diritti delle donne sono anche i diritti degli uomini. Penso sia importante crescere in un certo modo i figli maschi. Gli uomini hanno molte pressioni, crescono in un mondo di modelli di machismo”.

Una carriera superba quella di Susan Sarandon, da Rocky Horror Picture Show a Thelma e Louise, da L’olio di Lorenzo a Dead Man Walking. Una carriera nata per caso, con un inizio in sordina e quasi senza audizioni, che l’ha portata fino all’Oscar: “Non ho un vero metodo, leggo la sceneggiatura e mi segno le cose, faccio ricerca. Se sei un attore non hai responsabilità come il regista, credo che sia importante imparare a divertirsi. Mi sarebbe piaciuto lavorare in Il padrino, con Coppola. Se avrei voluto fare Pulp Fiction? Oh sì, saprei anch’io ballare così!”.