IL SUPERPAGELLONE DEL TFF 2013

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Alla fine di questo 31° Torino Film Festival, non poteva mancare il nostro superpagellone. Un’edizione complessivamente interessante, con diverse sorprese, alcune delusioni e qualche gustoso colpo di fulmine. Tra i film più amati, il vampiresco Only Lovers Left Alive del grande Jim Jarmusch, il film dei Coen Inside Llewyn Davis e il toccante doc cambogiano L’image manquante. Eccovi tutti i voti della redazione di I-FILMSonline in trasferta!

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LA BATAILLE DE SOLFERINO di Justine Triet (2013)

È il 6 maggio 2012, una data epocale nella recente storia francese: François Hollande viene eletto Presidente e l’elettorato socialista, dopo aver atteso il risultato delle votazioni davanti alla roccaforte del partito in Rue De Solférino, esplode in tutta la sua gioia. Ma per Laetitia (Laetitia Dosch), cronista televisiva inviata tra la folla a documentare l’evento, nonché donna e madre incasinatissima, la giornata avrà risvolti personali ben più complicati. Il turbolento ex marito Vincent (Vincent Macaigne) cercherà in tutti modi di far valere il suo diritto a vedere le due figlie, finendo con lo scatenare un guaio dopo l’altro.

La regista Justine Triet, già documentarista e autrice di corti, esordisce con La Bataille de Solférino nel lungometraggio di finzione, mescolando sapientemente la storia di una famiglia in frantumi con la Storia, cosa pubblica e fragilità private. Il risultato è un’opera davvero riuscita, intensa, matura e ben recitata da un cast in stato di grazia.

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UGLY di Anurag Kashyap (2013)

Arriva da Festa mobile, sezione particolarmente ricca di perle, una delle più entusiasmanti sorprese di questo 31˚ TFF. Parliamo di Ugly, pellicola di nazionalità indiana diretta da Anurag Kashyap. Ovvero, il regista, tra l’altro, del torrenziale Gangs of Wasseypur (2012), monumentale epopea che attraversa cinquant’anni di storia della criminalità organizzata hindi e ha riscosso un enorme successo di critica e pubblico.

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SANGUE, NERD E COSPIRAZIONI NELLA SEZIONE AFTER HOURS DEL TFF

 AU NOM DU FILS di Vincent Lannoo

Scritto da Simone Soranna

Se non altro, è da ammirare il coraggio di quest’opera tutta belga. Una sorta di black comedy basata su una semplice storia di vendetta che però tratta temi davvero scottanti come la pedofilia all’interno del clero e l’estremismo di alcuni fanatici religiosi. Lo spunto di base si dimostra molto interessante sia per lo stile grottesco di alcune scene (lo stesso regista Vincent Lannoo afferma che i momenti di vendetta sono trattati in maniera “gioiosa” proprio per mostrare come tale nefandezza sia priva di senso) che per l’attenzione dedicata al personaggio protagonista interpretato in maniera molto credibile da Astrid Whettnall, una donna fortemente credente che prova a far vedere la luce a chi invece non crede e che finirà per ritrovarsi suo malgrado acciecata completamente dalla sua rabbia. Il film però non scava come dovrebbe su questi temi divagando un po’ troppo e perdendo la bussola soprattutto nel parodiare le diverse facce del fanatismo cristiano. Lannoo arriva dai videoclip e dalla pubblicità e si vede. Questo stile lo aiuta nelle scene più bizzarre ma lo ostacola in quelle più drammatiche dove un tocco più umano e meno freddo avrebbe sicuramente giovato.

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