Ferrari di Michael Mann, la recensione

di Valeria Morini

Uno dei registi più americani di sempre, tra i simboli stessi del cinema a stelle e strisce, racconta una storia italiana. Lui è Michael Mann e il film è Ferrari, biopic dedicato al Drake di Maranello che si concentra sulla tragica Mille Miglia del 1957 e sulla complessa vita personale poco dopo la morte prematura del figlio Dino, con Enzo Ferrari diviso tra la moglie Laura e l’amante Lina (da cui ha avuto Piero, riconosciuto anni dopo).

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Rumore bianco di Noah Baumbach, la recensione

Com'è 'White Noise' di Noah Baumbach, il film d'apertura di Venezia 79 |  Rolling Stone Italia

Con Rumore bianco si ripete la stessa modalità del precedente film di Noah Baumbach, Storia di un matrimonio: passaggio alla Mostra di Venezia 2022, in questo caso come film d’apertura, e poi sbarco su Netflix. Per il suo lavoro più ambizioso, adattamento del celebre romanzo di Don DeLillo, il regista newyorchese ha richiamato l’ormai sodale Adam Driver, affiancato dalla musa e compagna di Baumbach Greta Gerwig e da un bel cast di contorno in cui spiccano Don Cheadle, Jodie Turner-Smith e il Lars Eidinger visto anche in Irma Vep.

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Venezia 79: White Noise, la recensione del film di Noah Baumbach con Adam Driver e Greta Gerwig

Biennale Cinema 2022 | White Noise di Noah Baumbach è il film d'apertura  della 79. Mostra

A inaugurare la Mostra di Venezia 2022, dopo la cerimonia di apertura con il Leone alla carriera alla divina Catherine Deneuve e l’immancabile discorso di Zelensky, dopo la prima pioggia di questa 79esima edizione e il tormentone sulle difficoltà a prenotare i posti in sala, è uno dei film più ambiziosi di Noah Baumbach, che a tre anni dal suo splendido Storia di un matrimonio torna al Lido con White Noise, adattamento del celebre romanzo Rumore bianco di Don DeLillo. Dal suo film precedente, il regista newyorchese ha richiamato l’ormai sodale Adam Driver, affiancato dalla musa e compagna di Baumbach Greta Gerwig e da un bel cast di contorno in cui spiccano Don Cheadle, Jodie Turner-Smith e il Lars Eidinger visto di recente anche in Irma Vep.

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SILENCE di Martin Scorsese (2016)

 

Silence (2016) - Kritik - FilmKult.ch

Non è un mistero che la Fede e la religione siano temi molto cari a Martin Scorsese, che con L’Ultima Tentazione di Cristo aveva già toccato tematiche tanto delicate quanto a lui familiari. Con Silence, il regista declina queste tematiche in maniera potente e intensa, non deludendo le aspettative. 1643. Due missionari gesuiti portoghesi, padre Sebastian Rodrigues (Andrew Garfield) e padre Francisco Garupe (Adam Driver) partono per il Giappone alla ricerca del loro mentore, padre Christovao Ferreira (Liam Neeson), scomparso dopo essere stato catturato dai persecutori buddisti.

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HUNGRY HEARTS di Saverio Costanzo (2014)

HungryHearts poster del filmC’era una volta una ragazza italiana di nome Mina (Alba Rorhwacher) che, in trasferta a New York per lavoro, incontra nel bagno di un ristorante cinese Jude (Adam Driver), un poveraccio in preda a un violento attacco di diarrea (per la serie, chi ben comincia è a metà dell’opera). Ovvio che il restare intrappolati insieme in una squallida toilette faccia scattare la scintilla: fidanzamento, lei rimane incinta (inizialmente, non è troppo convinta ma tant’è, l’amore supera ogni ostacolo) e i due si sposano. Nasce il bambino e lei dà di matto: ossessionata dalla pulizia interiore ed esteriore, rischia di far crepare di fame l’infante, nutrendolo esclusivamente con oli vegetali, semi e avocado. Il tapino Jude, sull’orlo di un esaurimento nervoso, chiede l’aiuto di dottori, assistenti sociali, genitrice e chi più ne ha più ne metta. Tragedia in agguato. Ecco la trama dell’ultimo film di Saverio Costanzo, Hungry Hearts, presentato in concorso alla 71ª edizione del Festival di Venezia e tratto dal romanzo Il bambino indaco di Marco Franzoso.

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FRANCES HA di Noah Baumbach (2012)

Dopo il passaggio all’ultima Berlinale, il 31 Torino Film Festival ospita il ritorno di uno dei più noti esponenti di quel cinema low budget, molto Sundance style, che ha un pubblico di nicchia ma porta quasi sempre il marchio di “cult” stampato sulla propria carta d’identità. Parliamo di Noah Baumbach, sodale di Wes Anderson (co-sceneggiatore di molti suoi film) e regista di Il calamaro e la balena, Il matrimonio di mia sorella e Lo stravagante mondo di Greenberg. L’universo dell’autore newyorchese, dallo stile meno ricercato rispetto a quello di Anderson – cui viene costantemente associato – è popolato di nuclei familiari disfunzionali (soprattutto nei primi due titoli citati) e antieroi immaturi che non riescono a fare i conti con le responsabilità della vita.
Frances Ha (nella sezione Festa mobile) mette al centro un ritratto femminile a tutto tondo: la deliziosa protagonista interpretata da Greta Gerwig è il contraltare leggero, ottimista e sempre sorridente nonostante la precarietà esistenziale, del nevrotico e instabile Roger Greenberg della precedente pellicola (che vedeva nel cast anche la stessa Gerwig).

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