Civil War di Alex Garland, la recensione

di Valeria Morini

È davvero così lontano e inverosimile lo scenario di Civil War? La domanda è lecita di fronte al film del britannico Alex Garland che, dopo aver sondato le frontiere della fantascienza con Ex Machina e Annientamento, ci porta in una distopia poco futuristica, specie se ripensiamo all’assalto al Campidoglio del 2021. Siamo negli Stati Uniti travolti dalla guerra civile, dove milizie separatiste stanno per dare l’ultimo assalto a Washington al fine di deporre il presidente in carica. Garland sceglie però di inquadrare il conflitto dal punto di vista di quattro membri della stampa diretti alla capitale per immortalare la caduta della Casa Bianca: alla premiata fotoreporter di guerra Lee (Kirsten Dunst) e al giornalista Joel (Wagner Moura) si uniscono il veterano del New York Times Sammy (Stephen McKinley Henderson) e la giovanissima aspirante fotografa Jessie (Cailee Spaeny).

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