CACCIA AL LADRO di Alfred Hitchcock (1955)

locandina-caccia-al-ladroVenerdì 27/12/13, ore 21.15, RAI MOVIE

 

Costa Azzurra. John Robie (Cary Grant), ex ladro di gioielli ritiratosi da tempo, viene sospettato di alcuni furti realizzati con il suo vecchio stile: aiuterà la polizia nella ricerca del vero colpevole e si innamorerà di Frances Stevens (Grace Kelly), giovane miliardaria americana che diffida di lui.

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La persistenza di un’ossessione: Vertigo e l’immortalità di un capolavoro

Locandina VertigoIntroduzione: “A matter of life and death”

 

In un saggio pubblicato nel 2012 lo storico Ben Alpers si è interrogato sulla differente collocazione, nell’immaginario di massa della cultura occidentale, di due grandi cineasti inglesi: Michael Powell ed Alfred Hitchcock. Al netto di due percorsi artistici e biografici che in diversi momenti si sono reciprocamente somigliati, e senza tentare di stilare impensabili graduatorie di merito o valore, la conclusione evidenziata dallo storico è stata che l’opera di Alfred Hitchcock, per una complessa combinazione di ragioni, rispetto a quella di Powell ha beneficiato di una diffusione di massa decisamente più vasta, arrivando a toccare strati di pubblico spesso anche molto lontani da una assidua frequentazione cinematografica. Il cinema di Alfred Hitchcock, con gli anni, ha acquisito le caratteristiche di un fenomeno unico nel suo genere: alcuni film della sua filmografia sono diventati parte talmente integrante della memoria collettiva da diventare patrimonio acquisito, o condiviso, anche per persone che mai hanno avuto la possibilità di vederli. Lo stile del maestro londinese è così diventato un marchio riconoscibile per intere generazioni, che hanno continuato ad associarlo ad un ben definito apparato di immagini, suoni, personaggi ed atmosfere. All’interno della sua ricchissima produzione sono tre i film che più di altri, nella percezione diffusa, hanno contribuito a definire il paradigma hitchcockiano per eccellenza: Psycho (1960), Gli uccelli (1963) e La donna che visse due volte. Tra questi, l’ultimo rappresenta per molti critici ed appassionati la vetta più alta e la sintesi più completa di tutto il cinema hitchcockiano. Come accade solo per i grandi capolavori, Vertigo è il frutto di una miracolosa e irripetibile coincidenza di situazioni, che nel 1958 concedevano al maestro londinese di girare il suo film più personale, nel momento di massima ispirazione artistica e con il più ampio controllo possibile su un sistema degli Studios ancora in grado di concedere grande libertà ai suoi autori.

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IL DELITTO PERFETTO di Alfred Hitchcock (1954)

Il Cinema Ritrovato è una rassegna cinematografica ideata dalla cineteca di Bologna che ha come scopo quello di riproporre sul grande schermo a cadenza mensile alcuni capolavori restaurati per l’occasione. Potremo vedere titoli quali Il Gattopardo, La Febbre Dell’Oro, Roma Città Aperta, Hiroshima Mon Amour, Chinatown e altri. Ieri l’iniziativa ha preso il via presentando come prima pellicola Il Delitto Perfetto, firmata Alfred Hitchcock.
Onestamente, rivedere una qualsiasi tra le opere di Sir. Alfred è sempre un piacere. Se poi parliamo di una proiezione su grande schermo, restaurata, in versione originale e presentata nell’edizione 3D, allora non si può proprio rimanere impassibili, anche se stiamo parlando di un film minore nella carriera del maestro.
 

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