STRANGER THINGS 2: Già pronti per la prossima partita
Al termine della seconda stagione di Stranger Things si ha, come alla fine della precedente, la sensazione di aver assistito ad un’enorme partita, un gioco di ruolo dal vivo in cui le pedine sono i protagonisti e il mostro finale non è più un semplice Demogorgon, ma una sua evoluzione. In realtà, però, a modificarsi e a crescere è tutta l’opera, che, ora possiamo dirlo con certezza, non poggia più il suo enorme successo solamente sui riferimenti e gli omaggi agli anni ’80 – operazione comunque geniale e più che apprezzabile – ma su una trama solida, su un intreccio fatto di sottotrame e di situazioni più approfondite e complesse.

Zitto e nuota e nuota e nuota e noi, che si fa? Nuotiam nuotiam nuotiam. Dory, e chi se no? Uno dei personaggi più iconici e significativi di un gran film come Alla ricerca di Nemo non poteva non ingolosire la Disney-Pixar, dando quindi il la ad un progetto di sequel che inizialmente poteva lasciare qualche perplessità, insieme a tanta curiosità, ma che, già dopo le prime sequenze, riesce a fugare ogni dubbio.