JIMMY P. di Arnaud Desplechin (2013)

Jimmy P posterPer chi scrive, Arnauld Desplechin è l’autore di un bellissimo film come Racconto di Natale, anomalo, poderoso ritratto di una famiglia in sgretolamento da recuperare il prima possibile.

Per questo l’idea che potesse girare un film con quel geniaccio incompreso di Benicio Del Toro – uno che meriterebbe un ruolo dietro l’altro, e che invece viene oscurato da colleghi ben più incapaci – stuzzicava parecchio.

Peccato che poi chi scrive ha visto Jimmy P.; non ci sono troppi elementi da considerare . Il film è, semplicemente, quanto di più piatto, ordinario e sciattamente convenzionale si sia visto negli ultimi tempi. La storia, ispirata a un romanzo dell’etnopsichiatra ungaro-francese Georges Devereux, ruota attorno alle apparenti disfunzioni neurologiche di nativo americano reduce di guerra, affidato alla ricerca e alla cura di Devereux stesso.

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Cannes 66 – Giorno 4. Cinema asiatico ancora protagonista, ma c’è anche spazio per Benicio Del Toro

like-father--like-sonLIKE FATHER, LIKE SON di Hirokazu Kore-Eda

Il cinema asiatico ancora protagonista al Festival di Cannes: dopo la buona accoglienza riservata ieri a A Touch of Sin del cinese Jia Zhang-ke, oggi è la volta del toccante Like Father, Like Son, diretto dal giapponese Hirokazu Kore-Eda. Un film sorprendente e che entra già di diritto nella rosa dei favoriti per la vittoria della prestigiosa Palma d’Oro.

La trama ruota attorno a una giovane coppia benestante, con un bambino di sei anni di nome Keita, che vede la propria vita sconvolta da un’improvvisa telefonata: l’ospedale in cui è nato Keita li avverte che c’è stato un involontario scambio di neonati e il loro figlio biologico abita con un’altra famiglia, dal tenore di vita nettamente inferiore.

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