Cannes 67. Giorno 3 – Atom Egoyan e Dragon Trainer 2

captivesposter CAPTIVES di Atom Egoyan

Dopo la sua ultima fatica, Devil’s Knot, risalente solo ad un anno fa ma presente sui nostri schermi proprio in questi giorni, il regista canadese Atom Egoyan presenta in concorso a Cannes l’ultimo suo lavoro, Captives. La pellicola insiste su trame dal carattere triste e su personaggi portati alla deriva dalla vita, ma, proprio come il penultimo lavoro di Egoyan, anche Captives risulta un’opera superficiale e poco riuscita. Seppur il film parta bene, con una sequenza che connota subito il cattivo di turno intento a spiare le sue prede (il tema del guardone sarà una costante della pellicola), Captives inizia presto a stancare, senza divertire sul piano della narrazione (ennesimo poliziesco basato su una sparizione che metterà in crisi il rapporto dei coniugi protagonisti e il conseguente tentativo di lui di cercare la verità da solo, senza contare sulla polizia) e senza colpire su quello emotivo, non potendo contare nemmeno su un cast che appare piuttosto fuori parte (Ryan Reynolds meglio della collega Rosario Dawson). Riuscita l’ambientazione, in un paese poco abitato e completamente innevato che ricorda la Fargo dei Coen ma per lasciare il segno ci vuole altro.

 

Voto: 1,5/4

 

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FINO A PROVA CONTRARIA – DEVIL’S KNOT di Atom Egoyan (2013)

fino-a-prova-contraria-devils-knot-cover-locandinaDopo il pasticciato Chloe, remake finto-torbido di un sottostimato film francese di due lustri fa, Atom Egoyan torna dietro la macchina da presa raccontando le reazioni di una piccola cittadina dell’Arkansas al ritrovamento di tre bambini uccisi da una furia criminale. La vicenda, ispirata a una storia vera, non ha ancora trovato epilogo definitivo, dopo anni e anni di processo, condanne bizzarre e sospetti di satanismo.

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