Berlinale 2015: TAXI di Jafar Panahi, 45 YEARS di Andrew Haigh e JOURNAL D’UNE FEMME DE CHAMBRE di Benoît Jacquot
TAXI di Jafar Panahi (Concorso)
Il cinema di Jafar Panahi torna a Berlino con il suo ultimo lavoro, Taxi. Il grande regista iraniano continua a girare film, praticamente in clandestinità, nonostante sia stato condannato all’interdizione da ogni attività artistica. Come i precedenti This Is Not a Film (2011) e Closed Curtain (2013), Taxi è un’altra riflessione a metà tra cinema e realtà, che vede lo stesso regista ricoprire i panni del protagonista.
Il film è interamente ambientato all’interno di un taxi guidato da Panahi, che si trova a conversare con i clienti (qualcuno lo riconosce, altri no) in una serie di dialoghi che spaziano dalla politica al cinema, fino alla vita e la morte. Nonostante gli ovvi limiti tecnici, siamo di fronte a un film importante che offre uno lucido scorcio dell’Iran contemporaneo, cui il regista non manca di aggiungere tocchi di ironia.

Dopo il passaggio in concorso alla 71esima edizione del Festival del cinema di Venezia, arriva in sala Tre cuori del francese Benoît Jacquot: un cast di tutto rispetto (Charlotte Gainsbourg, Chiara Mastroianni,Catherine Deneuve) non riesce a risollevare le sorti di un film scialbo e insensato. La vicenda ruota intorno alle peripezie sentimentali di Marc (Benoît Poelvoorde), che si innamora di Sylvie (Charlotte Gainsbourg) ma sposa la di lei sorella Sophie (Chiara Mastroianni); la nascita di un figlio non impedirà un inopportuno ritorno di fiamma.
SHE’S FUNNY THAT WAY di Peter Bogdanovich (2014)