Berlinale 2015: TAXI di Jafar Panahi, 45 YEARS di Andrew Haigh e JOURNAL D’UNE FEMME DE CHAMBRE di Benoît Jacquot

TAXI di Jafar Panahi (Concorso)

Il cinema di Jafar Panahi torna a Berlino con il suo ultimo lavoro, Taxi. Il grande regista iraniano continua a girare film, praticamente in clandestinità, nonostante sia stato condannato all’interdizione da ogni attività artistica. Come i precedenti This Is Not a Film (2011) e Closed Curtain (2013), Taxi è un’altra riflessione a metà tra cinema e realtà, che vede lo stesso regista ricoprire i panni del protagonista.

Il film è interamente ambientato all’interno di un taxi guidato da Panahi, che si trova a conversare con i clienti (qualcuno lo riconosce, altri no) in una serie di dialoghi che spaziano dalla politica al cinema, fino alla vita e la morte. Nonostante gli ovvi limiti tecnici, siamo di fronte a un film importante che offre uno lucido scorcio dell’Iran contemporaneo, cui il regista non manca di aggiungere tocchi di ironia.

Leggi tutto

TRE CUORI di Benoît Jacquot (2014)

locandina-3-cuoriDopo il passaggio in concorso alla 71esima edizione del Festival del cinema di Venezia, arriva in sala Tre cuori del francese Benoît Jacquot: un cast di tutto rispetto (Charlotte Gainsbourg, Chiara Mastroianni,Catherine Deneuve) non riesce a risollevare le sorti di un film scialbo e insensato. La vicenda ruota intorno alle peripezie sentimentali di Marc (Benoît Poelvoorde), che si innamora di Sylvie (Charlotte Gainsbourg) ma sposa la di lei sorella Sophie (Chiara Mastroianni); la nascita di un figlio non impedirà un inopportuno ritorno di fiamma.

Leggi tutto

Venezia 71: da Peter Bogdanovich a Benoît Jacquot e David Gordon Green

Shes-Funny-that-Way-posterSHE’S FUNNY THAT WAY di Peter Bogdanovich (2014)

Scritto da Sara Barbieri

Dopo 13 anni di assenza dal grande schermo e alcune regie dedicate alle serie televisive, torna Peter Bogdanovich, indimenticabile autore di opere del calibro di L’ultimo spettacolo e Dietro la maschera, che presenta fuori concorso a Venezia 71 il suo She’s Funny that Way, dichiarato omaggio alla sophisticated comedy di classica memoria. La vicenda ruota intorno alla prostituta Isabella detta Izzy (Imogen Poots), aspirante attrice con il mito di Audrey Hepburn e romantica ottimista contro ogni evidenza. L’incontro con Arnold (Owen Wilson), regista teatrale sotto mentite spoglie, provocherà una serie di catastrofici equivoci, risolti dall’immancabile happy ending. Una girandola di personaggi e di situazioni screwball, dialoghi scoppiettanti e ritmo sostenuto: Bogdanovich, con l’intento dichiarato di far ridere il pubblico senza troppe pretese autoriali, mette un scena un innocuo ma frizzante divertissement, alleniano fino al midollo (l’amore per New York trasuda da ogni inquadratura) e colmo di divertite e divertenti citazioni. Certo non un capolavoro, She’s Funny That Way riesce comunque nell’intento di rilassare lo spettatore, stupendolo con un cameo finale davvero inaspettato. Cast (soprattutto femminile) in gran forma, con la scatenata Imogen Poots e un’esilarante Jennifer Aniston nei panni della nevrotica e saccente Jane. Owen Wilson è sottotono, intrappolato in un personaggio, nato da Midnight in Paris, che mostra decisamente la corda.

Leggi tutto

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial