Berlinale 2016: A QUIET PASSION di Terence Davies e ALONE IN BERLIN di Vincent Perez

 

A QUIET PASSION di Terence Davies (Berlinale special gala)

Il nuovo film di Terence Davies non è altro che un biopic tra i più classici e classicheggianti. Il cineasta britannico porta sullo schermo la vita della poetessa Emily Dickinson, anima sicuramente disturbata e ostacolata da una società severa che tuttavia riesce a dare la spinta necessaria per trovare una forma di evasione nelle sue nobili poesie. Il film segue la vicenda con sguardo attento e delicato, basandosi sulla cronaca e sugli aneddoti più che sulle tematiche care ai versi dell’autrice.

La fotografia e le carrellate di Davies aiutano a seguire in maniera leggera e lineare quella che si dimostra essere una visione fluida e divertente, priva di grandi picchi emotivi significativi ma anche di difetti o lacune evidenti e disturbanti. Probabilmente il regista ha deciso di non impegnarsi sino in fondo per realizzare quello che potrebbe essere definito un compito ben eseguito, rimane però il fatto che A Quiet Passion sarebbe potuto scadere ben più nel banale e nell’anonimato di quanto non faccia.

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Berlinale 2016: CREEPY di Kiyoshi Kurosawa, THE PATRIARCH di Lee Tamahori e TA’ANG di Wang Bing

 

CREEPY di Kiyoshi Kurosawa (Berlinale Special Gala)

Prendendo le mosse da una trama thrilling sicuramente ipnotica e affascinante, il regista giapponese Kiyoshi Kurosawa realizza un’altra pellicola piena di tenebre e perversioni psicologiche (la sua filmografia ne è ricca) riuscendo solo in parte a raggiungere gli obiettivi prefissati. Creepy è infatti un film sicuramente divertente (cinematograficamente parlando) ma che si avvale di una parte centrale troppo ridondante, e meno accattivante del previsto, per risultare completamente fruibile e lineare.

Kurosawa è bravissimo a costruire le sequenze più tese e snervanti facendo immedesimare lo spettatore nella terribile trappola in cui i suoi protagonisti finiscono irrimediabilmente per cascare lungo le due ore e più di durata. La morale delle azioni, il valore dell’identità, la responsabilità delle conseguenze sono tutti temi che affiorano in momenti diversi, in grado di emozionare lo spettatore senza tuttavia riuscire a restituire un disegno finale omogeneo e di ampio respiro.

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Berlinale 2016: FUOCOAMMARE di Gianfranco Rosi (2016)

 

Dopo aver trionfato a Venezia con Sacro GRA (2013), Gianfranco Rosi torna alla regia di un nuovo documentario, questa volta totalmente ambientato sulla nostrana isola di Lampedusa per provare a sviscerare la drammatica questione legata ai migranti che tanto affligge il mondo ultimamente.

In realtà, Fuocoammare è un film ben più stratificato e complesso di un semplice reportage girato sulle coste insulari che quotidianamente accolgono migliaia di profughi africani. Si tratta infatti di un lavoro mirato non tanto a ripercorrere il viaggio dei naufraghi, quanto piuttosto ad analizzare con occhio insolito e attento la risposta e la risonanza che una tale piaga ha nella vita di tutti noi.

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Festival di Berlino 2016: il programma completo

Si torna alle atmosfere della Berlinale: fredde in quanto a clima, caldissime nelle sale cinematografiche, a leggere le proposte di quest’anno. Ecco il programma completo della manifestazione, giunta all’edizione numero 66, che si terrà dall’11 al 21 febbraio. In apertura, il film di fratelli Coen Ave, Cesare!.

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