LOVELACE di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2013)

locandina-lovelacePresentato in anteprima al Festival di Berlino 2013 Lovelace, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, racconta la vita di Linda Lovelace (al secolo Linda Susan Boreman, interpretata da Amanda Seyfried), star del celeberrimo Gola Profonda (film che rivoluzionò il panorama cinematografico mondiale) dalla quotidianità in una famiglia di stampo religioso, all’incursione nel porno dopo l’incontro con il futuro marito Chuck Traynor (Peter Sarsgaard), alla redenzione con conseguente abbandono di un mondo sporco e perverso descritto nel libro Ordeal (1980), in cui la Lovelace denuncia le violenze subite da Traynor, il quale la costrinse a girare pellicole a luci rosse tra botte e minacce.

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EFFETTI COLLATERALI di Steven Soderbergh (2013)

Gli ultimi saranno i primi: si può sintetizzare così la (più recente) filmografia di Steven Soderbergh, regista che, da quando ha annunciato l’imminente ritiro dalle scene, sembra essere riuscito a riscattare una carriera a dir poco altalenante.

Presentato in concorso all’ultimo Festival di Berlino, Effetti collaterali, dovrebbe essere il suo ultimo lavoro per il grande schermo, anche se l’autore di Bubble tornerà al Festival di Cannes con Behind the Candelabra, un progetto pensato per la televisione e prodotto da HBO.

Thriller psicologico di stampo hitchcockiano, Effetti collaterali ruota intorno ai problemi di una giovane coppia newyorkese, Martin (Channing Tatum), da poco uscito dal carcere, ed Emily (Rooney Mara), afflitta da gravi problemi psichiatrici. Incapaci di trovare la giusta cura per la grave depressione della donna, i due si affidano alla sperimentazione, provando un nuovo farmaco suggerito dallo psichiatra Jonathan (Jude Law) che sembra dare grandi benefici a Emily. Ma quando la donna comincia a soffrire di sonnambulismo, la coppia viene travolta dal dramma e anche la vita di Jonathan verrà sconvolta. 

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DARK BLOOD di George Sluizer (2013)

Il Festival di Berlino 2013 rievoca il mito del leggendario River Phoenix con un film atteso per quasi vent’anni: Dark Blood. L’attore e musicista statunitense, tragicamente scomparso nel 1993 all’età di ventitré anni in seguito ad un’overdose, arrivato giovanissimo al successo con film come Stand by me – Ricordo di un’estate e Belli e dannati, è il protagonista di questa pellicola avvolta da un’aura quasi mistica.

Dark Blood rimase incompiuto a causa della morte di Phoenix; il regista olandese George Sluizer, dopo aver inizialmente abbandonato il progetto, ha deciso di rimetterci mano, montarlo e presentarlo fuori concorso alla Berlinale.

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WHEN I SAW YOU di Annemarie Jacir (2012)

C’è tutta l’innocenza, la speranza e la vitalità dei suoi 11 anni, negli occhi di Tarek. Piccolo esule palestinese, vive con la madre in un campo profughi della Giordania: è il ‘67 e, mentre i video di Arafat e le fughe dei giovani che si arruolano nelle milizie Fedayyìn sono gli unici segnali della guerra lontana, la vita scorre monotona in quel microcosmo chiuso e limitato, dove ogni giorno il ragazzino spera di vedere, su uno dei camion che arrivano carichi di fuggiaschi, il padre rimasto al di là del confine. Piccolo genio incompreso e impaziente, un giorno Tarek decide che vuole ritrovare la strada di casa: prende la sua cartella e s’incammina verso la Palestina, finendo però in un campo di addestramento di guerriglieri, che lo accolgono amorevolmente come mascotte.

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LOVELACE di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2013)

locandina-lovelaceUn festival all’insegna della pornografia. La Berlinale 2013 presenta svariati titoli sul tema “sesso e affini”, con tutte le varianti del caso: non poteva certo mancare l’attesa biografia di una delle più famose attrici del genere, star del celeberrimo Gola Profonda, film che rivoluzionò totalmente il panorama cinematografico mondiale. Lovelace, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, racconta la vita di Linda Lovelace (al secolo Linda Susan Boreman, interpretata da Amanda Seyfried), dalla quotidianità in una famiglia di stampo religioso, all’incursione nel porno dopo l’incontro con il futuro marito Chuck Traynor (Peter Sarsgaard), alla redenzione con conseguente abbandono di un mondo sporco e perverso descritto nel libro Ordeal (1980), in cui la Lovelace denuncia le violenze subite da Traynor, il quale la costrinse a girare pellicole a luci rosse tra botte e minacce.

 

 

 

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