Berlinale 2017: THE OTHER SIDE OF HOPE di Aki Kaurismaki, THE LOST CITY OF Z di James Gray

 

THE OTHER SIDE OF HOPE di Aki Kaurismaki (concorso)

Ci voleva Aki. Dopo diversi giorni trascorsi a fare i conti con un concorso fiacco e pedante, finalmente Aki Kaurismaki riesce a fare centro regalando al pubblico della Berlinale 2017 il film più significativo visto sinora. The Other Side of Hope è un’opera riuscita, completamente calata nel presente storico e che si avvale di una sapienza cinematografica fuori dal comune. Già, perché il regista finlandese sa benissimo dove vuole andare a parare, sa benissimo il messaggio da comunicare, sa benissimo quale struttura narrativa adottare. Eppure la qualità maggiore del suo film (e del suo cinema in generale) è l’apparente leggerezza con cui il cineasta riesce a condurre il progetto. The Other Side of Hope si muove con passo felpato per tutti i suoi minuti, raccontando una storia tanto umana quanto elementare senza rinunciare a un umorismo sottile ma sempre presente, calibrato nel dettaglio con dei tempi comici da antologia e per nulla forzati. Ci si diverte eccome a guardare il film. Ci si diverte mentre poco alla volta si cova dentro sé un sentimento di inadeguatezza nei confronti dei personaggi rappresentati. Ci si fa piccoli piccoli nella poltrona del cinema e un esame di coscienza inizia a lavorare senza che nessuno glielo abbia ordinato.

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Berlinale 2017: ON BODY AND SOUL di Ildikó Enyedi e THE DINNER di Oren Moverman

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ON BODY AND SOUL di Ildikó Enyedi (concorso)

Due solitudini che si incontrano. Tema trito e ritrito, al cinema e non solo. Eppure, è proprio quando si racconta qualcosa di “classico” in una chiave insolita che il nostro interesse aumenta esponenzialmente. On Body and Soul è un film tripartito nei classici (coincidenze?) tre atti, capace di forzare la linea sul primo e l’ultimo, incorniciando così la vicenda in coordinate storiche e stilistiche ben precise, senza però riuscire a svettare in egual misura nella corposa e ridondante parte centrale.

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Berlinale 2017: DJANGO di Etienne Comar (film d’apertura)

 

Pronti, partenza, via.

Mentre buona parte della nostra penisola è intenta a trascorrere innumerevoli ore davanti alla televisione per seguire il Festival di Sanremo senza lasciarsi ovviamente mancare nulla tra approfondimenti, interviste, commenti, foto, video, tweet eccetera, una piccolissima cerchia di giornalisti è emigrata a Berlino per prendere parte alla prima grande manifestazione cinematografica di questo 2017: la Berlinale. Giunta all’edizione numero 67, dal 9 al 19 Febbraio il Festival della capitale tedesca avrà modo (ci auguriamo) di deliziare il suo pubblico con centinaia di titoli provenienti da tutto il mondo, pronti a lasciare il segno e spalancare le porte dell’immaginario cinematografico verso confini sempre più remoti.

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