LOVE & MERCY di Bill Pohlad (2014)

 

Ci sono voluti due anni per portare nelle sale italiane Love & Mercy, curioso ma piuttosto deludente biopic dedicato al leader dei Beach Boys Brian Wilson, tra i più cristallini geni musicali di sempre e al contempo figura problematica attraversata da crisi esistenziali entrate nella leggenda.

Opera seconda di Bill Pohlad (che torna a dirigere a un quarto di secolo dal suo esordio Old Explorers; nel frattempo ha prodotto film come Into the Wild, The Tree of Life e 12 anni schiavo), il film traccia il profilo di Wilson muovendosi su due piani temporali. Da una parte, gli anni Sessanta della creatività più feconda, con la svolta dalla fase “canzonette” (ma che canzonette!) alla complessa genesi del capolavoro Pet Sounds; qui l’artista è interpretato da un Paul Dano imbolsito e sorprendentemente mimetico. Dall’altra, la decadenza degli anni Ottanta, con il cantautore californiano – stavolta impersonato da John Cusack – succube del controverso psichiatra Eugene Landy (Paul Giamatti) da cui lo salverà la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks).

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