L’impero di Bruno Dumont, la recensione

di Giulia Pugliese

“L’apocalisse, l’apocalisse, l’apocalisse” Belzebù (Fabrice Luchini)


L’impero di Bruno Dumont si può perfettamente collocare in quella schiera di film strani, matti e sperimentali che portano lo spettatore fuori dalla sua confort zone. Siamo in un’epoca in cui il cinema sta testando nuove vie, sembra imbevuto di arte contemporanea, unisce generi e prova a fare cose differenti. In questa chiave va letto L’impero, un film che prova a riscrivere il genere sci-fi: pochi effetti speciali, ambientazioni quotidiane, personaggi surreali e la costruzione di un nuovo immaginario di fantascienza. L’impero in un certo senso è un film ambizioso, il tentativo di togliere fronzoli a un genere che ne è sempre stato pieno. Portare l’opera sulla storia e sulla fantasia, catturando l’attenzione dello spettatore in maniera non convenzionale e facendolo tornare un po’ bambino.

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MA LOUTE di Bruno Dumont (2016)

 

Nell’estate del 1910, tra le bianche spiagge della costa settentrionale francese si verificano improvvise sparizioni di turisti su cui indagano l’ispettore Machin (Didier Després) e il suo assistente Malfoy (Cyril Rigaux), mentre  avviene  il curioso incontro tra due famiglie, gli aristocratici in villeggiatura Van Peteghem e i poveri Brefort. Dopo il passaggio al Festival di Cannes 2016, arriva in sala l’ultimo lavoro dell’autore francese Bruno Dumont, che si fregia della presenza di star quali Juliette Binoche, Fabrice Luchini e Valeria Bruni Tedeschi, affiancati a volti inediti come gli efficaci esordienti Brandon Lavieville e Raph.

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CAMILLE CLAUDEL, 1915 di Bruno Dumont (2013)

Continua lo speciale su Berlino 2013: è la volta di Camille Claudel, 1915, film in concorso firmato dal francese Bruno Dumont. Protagonista, una sofferente Juliette Binoche che interpreta Camille Claudel (1864-1943), celebre scultrice internata in manicomio dopo essere stata abbandonata dall’amante August Rodin: la vicenda è ambientata nell’inverno del 1915 e si concentra sulla reclusione della donna mentre attende la visita del fratello, lo scrittore e diplomatico Paul Claudel (Jean-Luc Vincent).

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