21 ottobre 2015, è Ritorno al Futuro Day: la saga di Robert Zemeckis torna al cinema

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«Strade? Dove andiamo noi non ci servono strade!». (Doc Emmett Brown)

Finalmente ci siamo. È dal 1989, quando Robert Zemeckis regalò al cinema Ritorno al Futuro parte II che la data è impressa nella memoria e nell’immaginario collettivo dei fan della trilogia. 21.10.2015: infatti è quello il momento digitato da Doc (Christopher Lloyd) sulla DeLorean per correre nel futuro e salvare i figli di Marty (Michael J. Fox) e Jennifer (Elizabeth Shue). Questa sera nelle sale, l’occasione imperdibile per gli amanti della saga: il primo e il secondo capitolo ritornano al cinema, dopo esser stati presentati singolarmente gli scorsi anni in versione restaurata. Per chi non volesse o riuscisse, Italia 1 propone l’intera trilogia giovedì sera, a partire dalle 19.

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QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO di Milos Forman (1975)

Qualcuno volò sul nido del cuculo: recensione del film...

L’Europa e gli Stati Uniti sono stati i principali interpreti della mirabolante ascesa di un’arte giovane e ancora oggi sulla cresta dell’onda, il cinema. Da una parte c’è la Hollywood patinata delle Major (interessate più agli introiti che ai contenuti), dall’altra la scuola europea (francese, tedesca, russa e italiana), che proietta in sequenza delle immagini colme di senso, messaggi artistici al pari dei dipinti, delle poesie o delle canzoni.

Se c’è un regista che è riuscito a riunire il meglio delle due scuole, questo è Miloš Forman. Nato a Čáslavin Cecoslovacchia (oggi Repubblica Ceca), perse i genitori nei campi di concentramento nazisti e a causa della primavera di Praga emigrò nella lontana America divenendo uno dei più importanti registi della storia. Portare al cinema il libro di Ken Kesey intitolato Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cockoo’s Nest) era una sfida che in pochi avrebbero accettato. Nonostante il rischio fosse altissimo (la condizione e il disagio all’interno degli ospedali psichiatrici erano stati fino a quel momento un tabù per i cineasti), il mix tra intrattenimento emotivo hollywoodiano e una trama ricca di sostanza diede vita a un assoluto capolavoro.

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