Oppenheimer, la recensione del film di Christopher Nolan

A cura di Francesco Pozzo

Chi scrive ha un rapporto complicato con il cinema di Christopher Nolan, regista capace di alternare film belli o notevolissimi (su tutti: The Prestige, la trilogia del Cavaliere Oscuro e anche Dunkirk, con un po’ di generosità), ad altri concettosi, mediocri o finanche inguardabili come Inception o Tenet. O, in misura meno grave, Interstellar, titolo che poteva fino a questo momento considerarsi, con una certa evidenza, il suo lavoro più personale, più viscerale, più “suo” (che ovviamente non vuol dire il migliore: tutt’altro): quello più autoriale, che vorrebbe essere più sincero e che dovrebbe toglierci ogni dubbio, qualora ve ne fossero, su chi Nolan è, su ciò in cui Nolan crede, su cosa è per Nolan il cinema e su quali sono il suo sguardo (sul cinema, sull’uomo, sul mondo), la sua poetica, la sua weltanschauung.

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BERLINALE 2014 – GIORNO 7

aloft-poster01Neanche l’ingresso dell’Italia serve a dare lustro a questa Berlinale. Il pugliese Edoardo Winspeare porta il suo ultimo In grazia di Dio nella sezione Panorama ma lascia attoniti, con la sensazione di aver visto un film incompleto. Stranisce anche, ma era prevedibile, il regista cult Bruce LaBruce con il surreale e fallocentrico Pierrot Lunaire nella sezione Forum Expanded. In concorso, il cinese Black coal, thin ice ci riporta alla stagione del thriller anni ’90, mentre qualche piccola novità viene da Aloft della regista Claudia Llosa, già Orso d’Oro nel 2009 con La teta asustada.

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RED LIGHTS di Rodrigo Cortés (2012)

C’era una volta Robert De Niro, il figlio di Little Italy che sfondò a Hollywood e vinse numerosi premi grazie a pellicole del calibro di Mean Streets (1973), Il Padrino: parte II (1974), Taxi Driver (1976), Il cacciatore (1978), Toro scatenato (1980) e Risvegli (1990). Oggi purtroppo il quasi settantenne attore italoamericano ha smarrito la via, affidandosi a (poco) sapienti registi e produttori decisi a sfruttare il suo altisonante nome per sbancare i botteghini. Dopo la stucchevole apparizione nel cine-panettone a stelle e strisce Capodanno a New York (2010), il vecchio Bob interpreta oggi un sensitivo non vedente in Red Lights di Rodrigo Cortés. Il cast può vantare inoltre Sigourney Weaver (Alien), Cillian Murphy (Il cavaliere oscuro) e Elizabeth Olsen (sorella minore delle più conosciute Ashley e Mary-Kate).

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